Muscoli e cervello: Giorgia regina del bodybuilding

Foroni, 38 anni, valeggiana doc, è una virago che pratica sport dall’età di 6 anni. Ed è laureata in economia

Muscoli e cervello: Giorgia regina del bodybuilding
01 Ottobre 2017 ore 18:31

Foroni, 38 anni, valeggiana doc, è una virago che pratica sport dall’età di 6 anni. Ed è laureata in economia

E’ l’unica italiana ad aver partecipato a Mister Olimpia, olimpo del bodybuilding mondiale. La incontro al suo rientro da Las Vegas. Nella categoria «fitness-performance coreografate», con un’interpretazione tratta dalla Bella e la Bestia, due settimane fa, ha conquistato il 12° posto. «Sono soddisfatta ma non troppo, posso fare di più, lancio la sfida per l’edizione 2018». Nel 2015 arriva la consacrazione: il primo posto all’Arnold Classic, dove Arnold sta per Schwarzenegger. Il podio dorato le conferisce il cartellino di professionista del bodybuilding a livello mondiale. Bionda, bella, determinata, una virago in tuta e bilanciere. Chi sei? «Una mamma, una personal trainer una bodybuilder professionista, un’ex atleta di ginnastica ritmica, una laureata in economia aziendale». 

Lei è Giorgia Foroni, valeggiana doc, presenza e prestanza fisica non passano inosservati. Il tuo rapporto con Valeggio? «Ti rispondo con un detto, nessuno è profeta in patria...». Caffè americano con dolcificante una bottiglietta d’acqua e iniziamo l’intervista. «Pratico sport da quando avevo 6 anni, oggi ne ho 38, cinque anni fa lavorando come personal trainer, mi sono avvicinata al bodybuilding, ed oggi eccomi qui». Bodybuilding fa rima con doping e non con sport. «L’idea non è del tutto esatta e nemmeno sbagliata. E’ una disciplina che ha visto l’uso di anabolizzanti, soprattutto in passato, oggi la situazione è molto, molto diversa.

Ti sei mai dopata? «Me lo chiedono tutti, la risposta è no. La massa muscolare è figlia di ore trascorse in palestra sei sette giorni la settimana, e di una dieta ferrea». Quanto ferrea? «Non mangio da anni un risotto con il tastasal, una fetta di pasticcio o di salame. Niente pasta, dolci, condimenti, niente alcol, raramente una pizza ma senza mozzarella». E’ una vita tristissima? «No, è un’alimentazione sana alla quale mi sono abituata». Parlando di bodybuilding qual è il fine di questo sport? «La costruzione del corpo e la sua enfatizzazione, va detto e ricordato che nasce in America e risponde a codici estetici che non appartengono alla nostra cultura. Trovo conferma di questo ogni volta che arrivo negli Stati Uniti».

Ovvero? «Per gli americani una fisicità come la mia è sinonimo di bellezza, in Italia non è sempre così. Lo vedo negli sguardi e anche nei commenti che compaiono ad esempio sui social». Ti feriscono? «All’inizio sì, ora no. Quello che non capisco sono i toni, credo si possa esprimere il proprio disappunto in modo diverso». Sono soprattutto le donne a firmare questo tipo di commenti? «Sì». Solidarietà femminile: missing. Giorgia, c’è una parte del tuo corpo che preferisci? Ci pensa, qualche istante... «il fondo schiena, me lo sono guadagnato a forza di squat. Giorgia mi mostra la macchina solleva e tonifica glutei, un bilanciere al quale appende sino a 100Kg che poi solleva. Rimango terrorizzata.

Cosa ti ha insegnato il bodybuilding? «A cavarmela da sola, tutto dipende solo da me, ho capito dove posso arrivare con la volontà, non è come molti possono pensare, egocentrismo, è una sfida con sé stessi con i propri limiti, anche accettandoli. A volte mi capita di pensare, perché continuare, considerato l’impegno, i sacrifici, poi la sfida riprende quota. Con il mio corpo sto bene e mi piaccio. A Mister Olimpia del prossimo anno intendo arrivare nelle prime 5, mi sto già preparando».