Nel 2025 il dramma degli incidenti sul lavoro in Veneto ha assunto proporzioni ancora più gravi, con una crescita significativa dei decessi rispetto all’anno precedente. Secondo i dati più recenti, la regione ha registrato 111 vittime sul lavoro, con un aumento di 32 morti rispetto al 2024, pari a un +40,5%.
Verona in testa e Veneto in zona arancione
Il ritmo è quello di quasi dieci vittime al mese, e la sicurezza nei luoghi di lavoro rimane una criticità profonda, con il Veneto che si conferma tra le regioni italiane più colpite da questa emergenza.

La provincia che paga il prezzo più alto è Verona, che si riconferma ancora una volta la più colpita dal fenomeno in termini assoluti di morti sul lavoro, seguita da vicino da Venezia e Vicenza.
Ma la gravità della situazione non si legge solo nei numeri assoluti: l’incidenza di mortalità, ossia i decessi rapportati alla popolazione lavorativa, mantiene il Veneto in zona arancione nella mappatura del rischio stilata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, un livello che indica un rischio superiore alla media nazionale.
+32 morti rispetto al 2024
I numeri raccontano come le morti in occasione di lavoro, quelle che più di tutte fotografano la sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e negli uffici, siano aumentate in modo significativo rispetto all’anno precedente. Il totale delle 111 vittime comprende sia gli incidenti avvenuti sul posto di lavoro sia quelli in itinere, ossia nel tragitto tra casa e lavoro.
L’aumento complessivo di 32 decessi rispetto al 2024 rappresenta un balzo preoccupante, che riporta l’attenzione sull’urgenza di interventi concreti e capillari per migliorare la prevenzione e la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.
La Zonizzazione Delle Province In Veneto
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre ha stilato una mappatura dettagliata del rischio sul territorio regionale, basata sull’incidenza di mortalità, ossia il numero di vittime sul lavoro ogni milione di occupati. Secondo questa classificazione, Rovigo e Venezia si collocano nella zona rossa, con i valori più elevati di mortalità; Vicenza si trova in zona arancione, così come Padova, mentre Verona rientra nella zona gialla. Le province di Belluno e Treviso sono invece classificate in zona bianca, con un’incidenza inferiore alla media nazionale.
Questa zonizzazione permette di comprendere non solo il numero assoluto di decessi, ma anche il rischio relativo per i lavoratori delle singole province, evidenziando le aree dove la sicurezza sul lavoro rimane più critica e richiede interventi urgenti.
Verona e le altre province
Nel 2025 è stata Verona a conquistare la maglia nera per numero totale di vittime sul lavoro: la provincia scaligera supera tutte le altre per decessi registrati, rinforzando un trend già emerso negli anni precedenti.

Dietro di lei si collocano Venezia e Vicenza, che insieme a Padova e Treviso raccontano un quadro regionale estremamente preoccupante. Anche in termini di incidenza di mortalità, indicatori come quelli raccolti dall’Osservatorio Vega segnano livelli elevati in gran parte del territorio veneto, con alcune province che si avvicinano o superano la soglia di rischio più alta.
Oltre ai numeri assoluti, l’analisi evidenzia come circa il 40% delle vittime sia di origine straniera, riflettendo dinamiche occupazionali e differenze di rischio che investono lavoratori con contratti spesso più precari e condizioni di lavoro più esposte.
La Zonizzazione Delle Province In Veneto
L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre ha stilato una mappatura dettagliata del rischio sul territorio regionale, basata sull’incidenza di mortalità, ossia il numero di vittime sul lavoro ogni milione di occupati. Secondo questa classificazione, Rovigo e Venezia si collocano nella zona rossa, con i valori più elevati di mortalità; Vicenza si trova in zona arancione, così come Padova, mentre Verona rientra nella zona gialla. Le province di Belluno e Treviso sono invece classificate in zona bianca, con un’incidenza inferiore alla media nazionale.

Questa zonizzazione permette di comprendere non solo il numero assoluto di decessi, ma anche il rischio relativo per i lavoratori delle singole province, evidenziando le aree dove la sicurezza sul lavoro rimane più critica e richiede interventi urgenti.
Le denunce e i settori più colpiti
Parallelamente ai decessi, le denunce di infortunio sul lavoro continuano a crescere: anche nel 2025 si registra un lieve aumento delle denunce totali rispetto all’anno precedente, un segnale che riflette un aumento complessivo degli incidenti, non solo quelli mortali. Nelle province venete, Verona si conferma al primo posto anche per numero di denunce, seguita da Padova, Vicenza, Treviso e Venezia, con un quadro che attraversa tutti i comparti produttivi.
I settori più colpiti restano le attività manifatturiere, il settore delle costruzioni e quelli legati ai trasporti e ai servizi logistici, ambiti in cui la presenza di rischi fisici e l’esposizione a situazioni pericolose sono frequentemente documentate dalle stesse statistiche ufficiali.
La fotografia del 2025, drammatica e dolorosa, riporta un fenomeno che continua a segnare profondamente il Veneto: non solo numeri, ma storie di persone e famiglie che pagano un prezzo altissimo. I dati di fine anno rilanciati dall’Osservatorio Vega rappresentano un monito a non abbassare lo sguardo e a investire nella sicurezza dei lavoratori.