Nicolò Luxardo, il cordoglio di Zaia

Un uomo forte e coraggioso, che ha conosciuto la guerra, l’esilio, la fatica di ricominciare daccapo.

Nicolò Luxardo, il cordoglio di Zaia
Monte Grappa, 05 Dicembre 2019 ore 11:29

Nicolò Luxardo, il cordoglio di Zaia.

E’ morto a 92 anni Niccolò Luxardo

Nicolò Luxardo, fondatore dell’azienda del celebre maraschino, è morto all’età di 92 anni nella sua casa a Padova.

Scampato alla persecuzione di Tito (diversi membri della famiglia furono barbaramente trucidati dai partigiani comunisti che presero Zara nel 1944) e riparato in Veneto con la sua famiglia, ricostruì in provincia di Padova, a Torreglia, la fabbrica andata distrutta nei bombardamenti della seconda guerra mondiale nella città dalmata, collaborando con i coltivatori del luogo e convincendoli a coltivare le marasche.

Oggi, arrivata alla settima generazione, la Luxardo è una Spa che fattura 25 milioni di euro ed esporta i suoi prodotti in tutto il mondo.

Nicolò ha anche curato i restauri di alcune ville venete, è stato ispettore ai monumenti e alle belle arti e fondatore dei giovani imprenditori di Confindustria.

Il cordoglio del Governatore Zaia

“Con Nicola Luxardo il Veneto non perde solo un grande e lungimirante imprenditore, ma un uomo forte e coraggioso,  che ha conosciuto la guerra, l’esilio, la fatica di ricominciare daccapo, scegliendo Torreglia e i Colli Euganei come seconda patria per la sua famiglia  e la sua prestigiosa distilleria”.  Così il presidente della Regione Luca Zaia si associa al commiato corale per la scomparsa di Nicolò Luxardo, l’imprenditore che ha portato a Torreglia, nell’immediato dopoguerra, la distilleria del ‘sangue morlacco’ e di noti liquori.

Il nome  Luxardo, ricorda Zaia,  è abbinato ad una storia di successo e di impresa illuminata e sempre attenta ai suoi dipendenti, ma è indissolubilmente legato alla dolorosa e indimenticata pagina della distruzione di Zara, dell’esodo giuliano-dalmata e alla tenace memoria delle comunità degli esuli.

“Tutto il Veneto deve essere grato a Nicolò per la forza di rinascere di cui ha dato prova facendo della nostra terra – lui istriano di ascendenze liguri – la patria del Maraschino, e per aver disseminato questa regione, nella sua intensa vita imprenditoriale e culturale, di feconde opportunità, come il Trofeo Luxardo che ha dato smalto alla scuola veneta della sciabola, la rivista Dalmatica di Storia patria, il premio Campiello, che ha sostenuto attraverso la presenza del figlio Piero nel comitato di gestione”.

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