No Pfas in Parlamento

Ecco le richieste avanzate dai genitori che si sono recati a Bruxelles.

No Pfas in Parlamento
Est Veronese, 25 Giugno 2018 ore 09:13

No Pfas in Parlamento. Ecco le richieste avanzate dai genitori che si sono recati a Bruxelles.

Il ritorno

La delegazione di genitori NO PFAS di ritorno dalle giornate di lavoro svoltesi a Bruxelles al Parlamento Europeo, dove hanno incontrato alcuni Europarlamentari italiani appartenenti a vari gruppi politici, in particolare membri della “Commissione per l’Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare” che si sta occupando della proposta di revisione alla “DIRETTIVA 98/33/CE” sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, esprime la propria soddisfazione per la disponibilità dimostrata, l’ascolto ricevuto, l’interesse e gli impegni manifestati da parte di tutti gli Europarlamentari incontrati, nei confronti di questo delicatissimo e grave problema di inquinamento dell’acqua. In particolare la delegazione ha dialogato con: con Curzio Maltese (GUE/NGL), Eleonora Forenza (GUE/NGL), Damiano Zoffoli (S&D), Marco Zullo (EFDD), Eleonora Evi (EFDD), Dario Tamburrano (EFDD), Elisabetta Gardini (PPE), Mara Bizzotto (ENF) e Remo Sernagiotto (ECR).

Le richieste

Le richieste portate sul tavolo dei vari Europarlamentari sono state ben precise:

Che nella proposta di modifica della vigente direttiva sulle acque potabili venga inserita per queste sostanze (PFAS) TOLLERANZA ZERO ovvero VALORI = 0.
Che IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE VENGA MODIFICATO DA MERO PRINCIPIO GUIDA A LEGGE che disciplini la condotta più ragionevole e valida quando vi siano seri dubbi per la salute umana e per l’ambiente.
Che tutte le sostanze classificate come BIOACCUMULABILI, PERSISTENTI E TOSSICHE (come i PFAS) abbiano limiti pari a ZERO.
Che venga VIETATO qualsiasi tipo di DILUIZIONE DELLE ACQUE (ricordiamo che il riutilizzo delle acque deve avvenire in condizioni di sicurezza ambientale, evitando alterazioni agli ecosistemi, al suolo ed alle colture, nonché evitando rischi igienico-sanitari per la popolazione).
Che venga istituita una COMMISSIONE PUBBLICA EUROPEA con il compito di autorizzare la produzione e commercializzazione di nuove sostanze chimiche solo dopo averne provato la TOTALE ASSENZA DI PERICOLOSITA’.
Che il principio “chi inquina paga” venga sostituito dal principio “VIETATO INQUINARE”.
Che l’impiego di acqua nell’industria VIETI GLI SCARICHI della stessa CONTAMINATI dagli scarti di lavorazione.
Che le analisi obbligatorie per la commercializzazione dell’ACQUA POTABILE PRECONFEZIONATA includano anche la ricerca di PFAS.
Che venga attuata una normativa europea di “CERTIFICAZIONE DELLE AZIENDE A RISCHIO” eliminando l’attuale autocertificazione.
Che il diritto all’acqua sancito dalla risoluzione ONU del 28/07/2010 come "un DIRITTO UMANO UNIVERSALE E FONDAMENTALE" diventi un principio non solo “raccomandato” ma OBBLIGATORIO.

La consegna dei documenti

A sostegno di quanto richiesto la delegazione NO PFAS ha consegnato un faldone di documenti, compresi gli esiti delle analisi del sangue di molte persone che hanno collaborato mettendole a disposizione, prova inconfutabile dell'avvelenamento subito.

L'appoggio politico

Tutti gli Europarlamentari incontrati hanno manifestato la volontà di perseguire questi obiettivi ribadendo che si tratta di “una battaglia che dobbiamo portare avanti tutti assieme finché non la vinceremo”, perché l’Europa non può sottrarsi dall’affrontare un tema di importanza VITALE come quello dell’acqua potabile. L’impegno che si sono presi è di adoperarsi affinché questa direttiva venga approvata prima della fine di questa legislatura. Sarà ora compito e impegno della delegazione NO PFAS seguire e monitorare i lavori parlamentari affinché ciò si possa concretizzare. L’impegno è grande e durante questi giorni di permanenza a Bruxelles è stato seminato molto, ora si confida tutti in un buon raccolto.

3 foto Sfoglia la gallery