Verona

Omicidio Schiesaro, dopo 18 anni il Dna ha incastrato l’assassino

Si tratta dell'omicidio che si era consumato nel 2001 a Verona.

Verona Città, 12 Maggio 2020 ore 17:09

Si è concluso anche il caso sull’omicidio del 70enne Antonio Schiesaro dopo 18 anni dal giorno del decesso.

Arrestato l’autore dell’omicidio

Massimo Sacco, Dirigente della Squadra Mobile scaligera, presso la Questura di Verona ha fornito oggi, martedì 12 maggio 2020 tutti i dettagli di un’operazione che ha condotto all’arresto dell’autore di un omicidio risalente a 18 anni fa. Nel corso delle indagini, l’attività svolta dagli agenti della Polizia Scientifica ha avuto un ruolo centrale che è stato spiegato da Anna Maria Di Giulio, Dirigente del Gabinetto di Polizia Scientifica di Padova.

Il caso del 2001

Si erano quasi perse le speranze di riuscire a trovare un nome e un volto all’assassino di Antonio Schiesaro che all’epoca aveva 70 anni, che fu ucciso con un’arma da taglio. Le indagini del 2001 aveva permesso di ricostruire la scena dove si era capito che Schiesaro era stato trafitto più volte da una forbice mentre si trovava all’interno del suo appartamento situato in via don Nicola Mazza, a Veronetta, nella notte tra la sera del 28 maggio e la notte del 29 maggio 2001.

Ucciso da un soggetto di nazionalità romena

Massimo Sacco, dirigente della Squadra Mobile di Verona ha spiegato:

“Il responsabile dell’omicidio di Antonio Schiesaro è un 60enne romeno che è stato accusato di omicidio volontario e ora si trova in carcere a Regina Coeli, a Roma. Facendo un passo indietro possiamo dire che all’epoca dell’omicidio l’uomo, Lacanu Ion, aveva 45 anni e un passato violento dove aveva tentato di uccidere la compagna, motivo per cui era stato arrestato e per cui era stato prelevato il Dna che è stato inserito nel terminale”

Fondamentale la banca dati

Fu proprio quel campione di Dna, consultabile nella Banca dati nazionale del servizio per il sistema informativo interforze che diede un grande aiuto nelle indagini. Nel 2015 l’uomo venne condotto in carcere e gli venne fatto un prelievo di campione salivare, campione che combaciava con quello che era stato trovato sulla scena del delitto. Quei dati che erano stati raccolti dalla Squadra Mobile di Verona e sottoposti al vaglio del sostituto procuratore Marco Zenatelli, dopo aver verificato il match ha chiesto e ottenuto, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare che è stata firmata dal giudice per poter eseguire le indagini preliminari. Qualche giorno fa è stata eseguita l’ordinanza a Roma, dove il romeno viveva sul lungomare di Ostia.

L’omicidio

Massimo Sacco ha spiegato la scena del delitto:

“Il 29 maggio 2001 una persona che conosceva Schiesaro era andata a casa sua ma, dopo non aver ricevuto risposta, ha chiamato le forze dell’ordine che sono riuscire ad entrare e hanno trovato l’uomo privo di vita, semiavvolto da un lenzuolo. L’uomo era stato colpito più volte con un oggetto appuntito, la forbice quindi, in diverse parti del corpo. Accanto a lui era stato trovato un coltellino avvolto in una carta dove c’erano tracce di Dna. Il coltellino non sappiamo se era stato usato per difendersi, la vittima lo aveva accanto al letto perché qualche anno prima era stato vittima di un furto. All’epoca era stato trovato del liquido seminale su un asciugamano e nel retto della vittima. All’epoca era stato difficile riuscire a trovare un colpevole a causa del fatto che Schiesaro non aveva una relazione stabile ma ospitava spesso nella propria abitazione delle persone diverse ed era noto anche per andare in Stazione dove conoscenza delle persone che poi ospitava a casa sua anche per cena”.

Un grande lavoro di ricerca

Anna Maria Di Giulio, Dirigente del Gabinetto di Polizia Scientifica di Padova ha concluso:

E’ stato fondamentale usare la banca dati per trovare un riscontro. I tempi dal 2015 a oggi sono stati lungi anche a causa del fatto che la parte investigativa non è semplice e immediata La banca dati viene in favore delle forze dell’ordine, dal 2009 a oggi abbiamo registrato 211 casi, di cui 39 risolti grazie alla banca dati. Ora possiamo dire che è stata fatta giustizia”.

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