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One Bridge to Idomeni il 21 marzo al Centro Comboniano di Verona

L'incontro è sul tema delle migrazioni, l’accoglienza e la coabitazione.

One Bridge to Idomeni il 21 marzo al Centro Comboniano di Verona
Verona Città, 18 Marzo 2019 ore 07:44

One Bridge to Idomeni il 21 marzo al Centro Comboniano di Verona. L’incontro è sul tema delle migrazioni, l’accoglienza e la coabitazione.

One Bridge to Idomeni il 21 marzo al Centro Comboniano di Verona

“A seguito della mostra ‘21.03.2016 Tornare Partire Tornare 21.03.2018’, inaugurata un anno fa e poi presentata in molteplici occasioni, riprendiamo il titolo di questa, capovolto, e così facendo riprendiamo le due direttrici fondamentali del lavoro dell’associazione – partire, tornare – e presentiamo la giornata del 21 marzo 2019”. Così viene presentato l’incontro che avrà luogo in Sala Africa, al Centro Comboniano di Verona (Vicolo Pozzo 1) alle 19:30, e avrà come ospite principale l’azione non governativa Mediterrenea, con interventi di La Sirena, Nella mia città nessuno è straniero e la partecipazione di Refugees Welcome – Verona e Per cambiare l’ordine delle cose – Verona.

La struttura dell’incontro

L’incontro sarà articolato in tre parti: Partire: l’associazione One Bridge to Idomeni porterà l’esperienza del lavoro di tre anni, partendo dalla nascita, un giorno di primavera, ad Idomeni, fino ai progetti di Sarajevo. A seguire, la presentazione di Mediterranea, per la prima volta a Verona: sarà raccontata la loro missione di monitoraggio che testimonia e denuncia ciò che accade nel mar Mediterraneo. Tornare: il gruppo di studenti e studentesse dell’Università di Verona, La Sirena, terrà un intervento sul ruolo che la ricerca e il pensiero filosofico in particolare può apportare e apporta, in città, sul tema delle migrazioni e dei dislocamenti. Partire: l’ultima parte della serata sarà dedicata ad illustrare, oltre alle realtà prima citate, altri progetti attivi in città relativi all’accoglienza e alla coabitazione. Sarà l’occasione per lasciare a chi sarà presente e alla cittadinanza tutta alcune pratiche politiche possibili, spazi di intervento nella vita pubblica a portata di ciascuno. Saranno quindi presentati i progetti di One Bridge to Idomeni, Mediterranea, Nella mia città nessuno è straniero, Refugees Welcome – Verona e Per cambiare l’ordine delle cose – Verona.

“Sensibilizzare Verona”

“Ciò che auspichiamo Il progetto mira a sensibilizzare la cittadinanza veronese sul tema delle migrazioni e della coabitazione. L’aiuto portato dalla nostra associazione, di cui questa serata è una parte, non ha niente a che vedere con la generosità o con il buonismo, ma riguarda il compito che One Bridge to Idomeni si è data, un compito con due direttrici, tra loro inscindibili: portare aiuti lungo la rotta migratoria dei Balcani e raccogliere le testimonianze dei volontari una volta tornati a casa. Per fuggire l’assistenzialismo di un certo aiuto nei contesti d’emergenza, le due azioni si implicano, da un lato, portando aiuti e impegnandosi nel costruire, là sui confini europei, una comunità ed uno stato di diritto valido anche per i migranti che ne sono esclusi, in quanto elementi esterni alle nazioni e alla cittadinanza; dall’altro, riportando in città la testimonianza: chi torna porta i desideri, le parole e le sofferenze di chi è costretto a vivere nei campi di internamento. La testimonianza porta quindi i volontari tornati dalla rotta ad impegnarsi affinché un’altra strada, instaurata sui concetti di accoglienza e coabitazione, sia percorsa. Una matrice comune di queste due direttrici è ora riconoscibile, promuoviamo un’azione: tentiamo di applicare nella realtà la ‘Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo’” spiegano gli organizzatori.

Cosa è One Bridge to Idomeni

One Bridge to Idomeni è una associazione di volontariato senza scopo di lucro, nata inizialmente per portare aiuti umanitari nell’accampamento informale di Idomeni, presso il confine greco- macedone. Il progetto ha conseguito i suoi primi passi proprio nel marzo di tre anni fa, quando cinque volontari veronesi sono partiti per Idomeni. Da questo viaggio, la scelta del nome “One Bridge”: da quel fine marzo, infatti, un ponte è stato creato. Un ponte che, nella direzione dell’andare, porta aiuto e sostegno alle persone migranti in situazioni di emergenza, dall’altra percorre all’indietro quello stesso ponte, ritornando e riportando con sé le testimonianze dirette dei volontari, per essere costruttori di un diversa pratica politica dell’accoglienza e della coabitazione. In seguito, grazie alla straordinaria risposta ricevuta dai nostri concittadini e da parte di altre associazioni veronesi e non, che hanno aderito ed accolto la nostra iniziativa, One Bridge to Idomeni ha potuto sviluppare un aiuto constante ed efficace lungo la rotta balcanica. Ad oggi, i progetti della associazione sono molteplici: dopo essere stati presenti nei campi governativi di Serbia e Grecia, ora lavoriamo in Bosnia, a Sarajevo, e nella nostra città, Verona. In questi ultimi due anni, il progetto – formalizzatosi come Onlus – ha continuato a crescere attraverso testimonianze nelle scuole, articoli, mostre fotografiche, proiezioni e incontri. Tutto ciò è stato reso possibile in primis grazie al supporto della popolazione veronese che, partecipando in prima persona, ha contribuito all’efficacia del ponte instaurato e ci spinge, oggi, a proseguire il nostro lavoro.

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