Caporalato

Operai irregolari sfruttati e sottopagati nei campi veronesi, stanata associazione a delinquere

Indagine partita nel 2022 dopo la denuncia di uno dei lavoratori. Arrestati un 40enne di Arcole e una collaboratrice 42enne di Sona: inviavano gli operai a lavorare in luoghi fatiscenti senza contratto e assicurazioni

Operai irregolari sfruttati e sottopagati nei campi veronesi, stanata associazione a delinquere
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Nel corso della giornata di ieri, giovedì 13 giugno 2024, i Carabinieri di Legnago e dell'Ispettorato del Lavoro di Verona hanno arrestato due persone (una in carcere e una ai domiciliari) per "associazione per delinquere finalizzata alla intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro". L'ordinanza è stata emessa dal Tribunale di Verona dopo indagini iniziate a novembre 2022, quando un soggetto di origini marocchine denunciò il proprio sfruttamento lavorativo in ambito agricolo e di altri connazionali.

Caporalato e sfruttamento: stanata un'associazione a delinquere

Le indagini hanno rivelato un'organizzazione ben strutturata dedicata al caporalato. Il capo, un 40enne di origini marocchine residente ad Arcole, con l'aiuto di una collaboratrice italiana di 42 anni residente a Sona selezionava e inviava operai in aziende agricole e industriali.

I caporali, anche loro originari del Marocco, trasportavano, controllavano e pagavano gli operai, che lavoravano senza contratto o copertura assicurativa.

50 lavoratori costretti a lavorare in ambienti malsani

L'attività investigativa ha mostrato lo sfruttamento di circa 50 lavoratori, pagati pochi euro all'ora e costretti a lavorare in condizioni precarie in ambienti spesso malsani pieni di escrementi e senza i necessari dispositivi di protezione individuale.

I Carabinieri impegnati nell'indagine

Questi venivano prelevati di notte, attorno alle 3/4, presso le piazzole delle aree di servizio, nei comuni di Legnago, Cerea, Roverchiara, San Bonifacio, Arcole e Bovolone e alloggiavano in abitazioni fatiscenti, come casolari abbandonati occupati abusivamente.

Arrestato il capo, ai domiciliari la collaboratrice

Sei persone sono state, dunque, accusate e deferite all'Autorità Giudiziaria.

Su richiesta della Procura di Verona, il giudice ha poi disposto la custodia cautelare in carcere per il capo e i domiciliari per la collaboratrice.

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