Padre Giuseppe Cavallini, un prete da "safari"

Dal 1979 il religioso originario di Povegliano è stato in Etiopia per lunghi periodi.

Padre Giuseppe Cavallini, un prete da "safari"
Villafranca, 20 Agosto 2018 ore 15:46

Tanti sono stati gli uomini e le donne partiti da Povegliano per «emigrare» e seguire la loro vocazione missionaria nel mondo. Ora uno di loro è tornato dall’Africa per qualche settimana di riposo (per «ricaricare le batterie»): si tratta del comboniano padre Giuseppe Cavallini, nato tra via Roma e via Vo’ quasi una settantina di anni fa.

E' tornato padre Giuseppe Cavallini

Dal 1979 è stato in Etiopia per lunghi periodi, intervallati dall’impegno di giornalista a Nigrizia e di direttore del Museo Africano a Verona lavorando nella regione di Sidamo. «Il paese vive ora - racconta - un periodo positivo grazie al 41enne presidente Ahmed (il più giovane statista africano). Di etnia mista, cristiano ma con padre musulmano, ha avviato una politica di pacificazione e tolleranza».

Permane tuttavia una situazione critica proprio a sud, dove opera il missionario, a causa degli scontri interetnici: Onu e ong assistono più di 800mila sfollati che hanno dovuto lasciare le loro case a seguito delle violenze.

La missione

A 350 chilometri da Addis Abeba, la missione di padre Giuseppe è in quest’area da oltre 100mila chilometri quadrati. «Quando siamo arrivati 40 anni fa – ricorda – non c’erano cattolici. Ancora oggi siamo minoranza, l’1 per cento, mentre a parte chi segue la religione tradizionale ci sono un 40 per cento di ortodossi e 30 per cento di musulmani. Tuttavia siamo molto rispettati, grazie al nostro lavoro su campo». Nel Corno d’Africa i missionari lavorano ufficialmente come «agenti dello sviluppo sociale» e la loro attività è molto complessa: obiettivo è creare comunità cristiane autosufficienti non solo nella fede ma anche nella vita sociale. Gli sforzi maggiori si dirigono su progetti legati alla scuola, alla sanità, alla promozione della donna. 

"In Africa la messa dura anche 5 ore"

Padre Giuseppe li riprenderà a settembre al ritorno ma in questo periodo si divide fra la casa comboniana di Verona e il paese. Lo attendono per una rimpatriata anche i giovani poveglianesi che nel 2014 sono stati da lui in Etiopia. «Quando dico Messa devo stringere – sorride – perché in Africa la celebrazione dura anche 4-5 ore. Sono momenti forti, coloratissimi ed animati, perché lì il cristianesimo è fatto soprattutto di giovani. C’è ancora un senso diverso del tempo, non la schiavitù dell’orologio».

Padre Giuseppe Cavallini, un prete da "safari"
Don Cavallini nella comunità cristiana di Adola