Cronaca

Parco della Lessinia: tre cacciatori nell'area protetta

Uno di loro aveva modificato artigianalmente il fucile per renderlo più offensivo

Parco della Lessinia: tre cacciatori nell'area protetta
Cronaca 06 Novembre 2017 ore 15:01

Uno di loro aveva modificato artigianalmente il fucile per renderlo più offensivo

Tre cacciatori sono stati denunciati per aver introdotto armi da fuoco nel Parco naturale regionale della Lessinia, cacciando in un'area protetta.

I militari della stazione Carabinieri forestale di Bosco Chiesanuova, durante un controllo antibracconaggio congiunto con i colleghi della stazione di Tregnago e con i Guardiaparco, hanno sorpreso tre cacciatori che, impegnati nella battuta di caccia al cinghiale organizzta con altri cacciatori in località Spionca, se ne erano allontanati addentrandosi all'interno del Parco naturale regionale della Lessinia.

I tre cacciatori, L.I. di anni 68, L.M. di anni 31 e B.A. di anni 61, tutti residenti in S. Anna d’Alfaedo, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per introduzione di armi da fuoco nel Parco naturale regionale della Lessinia, ai sensi degli articoli 11 e 30 della L. 394/1991 “Legge quadro sulle aree protette”. Tale violazione comporta l'arresto fino a sei mesi o l'ammenda da 103 a 12.911 euro

I tre sono stati denunciati inoltre anche per esercizio di caccia all’interno dell’area protetta, ai sensi dell’articolo 30 L. 157/1992 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, disposizione che comporta l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda da 465 a 1.549 euro.

Il sequestro delle armi ha successivamente permesso di accertare come il fucile da caccia di uno dei controllati, L.I., fosse stato artigianalmente modificato così da permetterne l’aumento della capacità offensiva. In sede di perquisizione domiciliare nell’abitazione di quest’ultimo, è stato rinvenuto un ulteriore fucile da caccia analogamente modificato, motivo per il quale i militari hanno denunciato il cacciatore anche per il reato di alterazione d’arma, previsto dall’articolo 3 della legge 110 del 1975 “Norme sul controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi reclusione”, che prevede la pena della reclusione da uno a tre anni e la multa da 155 a 1.032 euro.