Slot a Pescantina

Peschiera del Garda: arrestati per tentata rapina aggravata, porto abusivo d’armi e lesioni aggravate

L’evento criminoso era stato ripreso dal sistema di telecamere presenti all’interno dell’esercizio commerciale.

Peschiera del Garda: arrestati per tentata rapina aggravata, porto abusivo d’armi e lesioni aggravate
05 Giugno 2020 ore 15:52
Sono stati arrestati a seguito delle indagini sulla rapina alla slot di Pescantina del 2019.

L’esecuzione dell’ordinanza cautelare

In data 4 giugno 2020, personale dell’Aliquota Operativa del NOR di Peschiera del Garda, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare nr. 7450/19 R.G.N.R. – 2022/20 R.G. GIP emessa dal GIP di Verona Dott.ssa Livia Magri in data 3 giugno 2020, su richiesta del P. M. Paolo Sachar, dava esecuzione a un’O.C.C. nei confronti di F.L. classe’53, originario di Bussolengo e P.M. classe’60, originario di San Pietro in Cariano, entrambi pregiudicati, poiché ritenuti responsabili di tentata rapina aggravata, lesioni personali e porto abusivo di armi.

La rapina nel 2019

Nella tarda serata del 18 agosto 2019, i due, unitamente ad altro complice T.R. classe’49, pregiudicato, deceduto per ischemia lo scorso gennaio mentre si trovava ristretto presso la Casa Circondariale di Verona Montorio, si erano introdotti all’interno di una sala slot ubicata a Pescantina al fine di perpetrare una rapina. I malfattori, travisati e armati di una pistola cal. 7,65, avevano minacciato il titolare al fine di impossessarsi del denaro custodito nel locale; la vittima, tuttavia, riusciva ad avere una tempestiva reazione e, brandendo un coltello da cucina, ingaggiava una colluttazione con T. R., inducendo così alla fuga i malfattori che si allontanavano a bordo di una Toyota Yaris senza riuscire ad asportare nulla.

Ferito il titolare

Nella circostanza, rimanevano feriti sia il titolare della sala slot (che riportava un “trauma cranico non commotivo, con ferita lacerocontusa al cuoio capelluto frontoparietale sinistro”, giudicato guaribile in giorni 6 s.c.) che T.R. il quale si era recato subito dopo il reato presso l’Ospedale di Verona Borgo Roma al fine di ricevere le cure del caso; quest’ultimo, tuttavia, veniva tratto in arresto dai Carabinieri del NOR di Verona che, esperite le prime e immediati indagini conseguenti alla rapina, erano intervenuti presso il citato nosocomio e, in stretta collaborazione con i colleghi di Peschiera del Garda, avevano raccolto una serie di elementi probatori che avevano portato all’esecuzione di un fermo di polizia giudiziaria per la tentata rapina in argomento. Per tale reato il malfattore era stato associato presso la Casa Circondariale di Verona Montorio, ove risultava ristretto fino al momento del suo decesso.

La visione delle telecamere

L’evento criminoso veniva ripreso dal sistema di telecamere presenti all’interno dell’esercizio commerciale da dove si poteva notare che i criminali si erano dati alla fuga a bordo di una autovettura Toyota Yaris, successivamente recuperata dal personale del N.O.R. di Peschiera del Garda. Dagli accertamenti effettuati sulla proprietaria del veicolo, dalla denuncia di furto dalla medesima presentata e dall’estrapolazione dei tabulati dei telefoni cellulari delle persone coinvolte, ha avuto inizio un’ulteriore attività d’indagine che, supportata anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, ha permesso di raccogliere inconfutabili elementi di prova a carico dei complici del T. R. e di deferire inoltre alla competente A.G. la titolare del veicolo per simulazione e di reato.

Aveva finto di aver subìto un furto

Nello specifico, si è appurato che la donna aveva denunciato falsamente di aver patito il furto della sua Toyota Yaris che poi avrebbe “casualmente” ritrovato qualche giorno dopo la rapina; in realtà, è emerso che la stessa aveva prestato la sua autovettura a F.L. il quale, dopo aver prelevato i complici, si era recato a bordo della Yaris presso la sala slot per effettuare la citata rapina. La donna (identificata in B. E.) aveva dichiarato una serie di falsità volte a coprire il F. L. ma la puntuale ricostruzione di militari operanti, svolta grazie ai dettagliati accertamenti effettuati (sopralluogo all’interno dell’autovettura e analisi del traffico telefonico dei soggetti coinvolti e delle celle telefoniche) ha permesso di scoprire la verità e quindi di deferirla all’A.G. per simulazione di reato.
Al termine degli accertamenti, è stata trasmessa dettagliata informativa all’A. G. di Verona che, concordando pienamente con le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri, ha emesso il provvedimento in argomento, eseguito nella giornata del 4 giugno dai militari operanti. Espletate le formalità di rito, F. L. è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Verona Montorio mentre P. M. è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
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