Cronaca
San Bonifacio

Pestato a sangue e rapinato dopo il sesso a pagamento: presa la banda

Dopo il rapporto, la donna aveva usato lo stratagemma di andare in bagno da dove, usando il suo telefono cellulare, aveva avvisato i complici che, una volta localizzato l’appartamento, avevano sfondato la porta d’ingresso.

Cronaca San Bonifacio, 01 Ottobre 2021 ore 14:58

I Carabinieri del Comando Compagnia di San Bonifacio nel corso di un’operazione condotta tra venerdì e sabato scorsi, nelle province di Milano, Vicenza e Verona, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dell’Autorità Giudiziaria scaligera nei confronti di quattro persone, tre uomini una donna tutti originari dell’est europeo, con l’accusa di rapina aggravata e sequestro di persona.

Pestato a sangue e rapinato dopo il sesso a pagamento

Il provvedimento dei Giudici scaturisce al termine di una complessa indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Dr.ssa Elisabetta Labate, a seguito di un’efferata rapina consumata lo scorso mese di maggio nell’abitazione di un giovane che aveva concordato una prestazione sessuale con la donna rispondendo ad un annuncio pubblicato sulla bacheca web di un sito d’incontri. Dopo il rapporto, la donna aveva usato lo stratagemma di andare in bagno da dove, usando il suo telefono cellulare, aveva avvisato i complici che, una volta localizzato l’appartamento, avevano sfondato la porta d’ingresso aggredendo e malmenando la vittima, rapinandola di ulteriore denaro contante. In seguito all’aggressione il giovane aveva riportato delle lesioni giudicate guaribili in 30 gg.

Le indagini

Grazie ad una approfondita analisi dei dati informativi presenti sulla Banca Dati delle Forze di Polizia, incrociati dagli investigatori con gli elementi rilevati dalla visione dei filmati registrati dalle telecamere comunali, i Carabinieri sono giunti all’identificazione dei quattro rapinatori, tutti gravati da precedenti per reati contro il patrimonio.

Gli stessi sono risultati gli autori di un analogo episodio avvenuto qualche giorno dopo in provincia di Padova, nel comune di Galzignano Terme, dove avevano attuato il medesimo modus operandi rapinando la vittima di 1500 euro. In questo caso i giudici hanno contestato anche il reato di sequestro di persona essendo stata, la vittima, rinchiusa in una stanza per evitare che desse l’allarme.

I quattro si trovano ora presso le carceri di Milano San Vittore, Verona Montorio e Vicenza.