Pillola del giorno dopo: la propaganda di strada

Capri (Federfarma Verona): "Serve informazione tecnico professionale".

Pillola del giorno dopo: la propaganda di strada
Verona Città, 22 Novembre 2018 ore 08:51

In merito alla distribuzione a Verona di volantini sulla “pillola del giorno dopo” davanti ad un istituto secondario scaligero, Federfarma Verona punta il dito contro la metodologia di approccio ad un farmaco tanto particolare per la salute della donna, sia dal punto di vista concettuale sia da quello fisiologico.

Il modo è inadeguato

"Già siamo preoccupati per l’“abitudine” all’utilizzo da parte delle giovani donne di questo contraccettivo che dovrebbe essere solo ed esclusivamente emergenziale – afferma Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona – e sinceramente non ci sembra il caso di parlare “per strada” e senza il dovuto supporto tecnico scientifico di un argomento che coinvolge a pieno la salute della donna apportando una  massiccia carica ormonale non certo priva di importanti controindicazioni".

Un aumento delle vendite del 700%

"Nel monitoraggio divulgato un mese fa e condotto da Federfarma Verona in 84 farmacie di tutta la provincia a cavallo dell’entrata in vigore della cosiddetta liberalizzazione alle donne maggiorenni della “pillola del giorno dopo”, è emerso un aumento delle vendite del 700% del principio attivo Ulipristal acetato che è stato liberalizzato soltanto per le over 18 mentre per le minorenni è necessaria la ricetta medica non ripetibile - ha continuato Capri -. Nei nostri interventi didattici presso gli istituti scolastici rileviamo quanto, soprattutto per la fascia di età degli alunni che frequentano le secondarie di secondo grado, sia necessaria la corretta informazione sui farmaci SOP (senza obbligo di prescrizione) che spesso vengono interpretati come più “leggeri e fruibili”e quindi da assumersi senza troppi approfondimenti in totale autonomia".

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Salute e consapevolezza al primo posto

L’obiettivo qui è quello di tutelare al massimo la salute delle donne e aumentare la consapevolezza in merito alle scelte terapeutiche farmacologiche, investendo inoltre nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili in costante aumento tra i giovani.

Il rischio è quello di disincentivare il preservativo

"Vanno stigmatizzati comportamenti propagandisti di questo genere – spiega Matteo Zerbinato segretario dell’Ordine dei farmacisti di Verona – anche e soprattutto perché i medicinali in questione possono essere dispensati a soggetti minorenni esclusivamente dietro a presentazione di ricetta non ripetibile. Stimolare i giovani ad un utilizzo semplicistico ed incontrollato di farmaci così delicati è preoccupante per la salute pubblica in quanto rischia di disincentivare l’utilizzo del preservativo, visto dai giovani principalmente come strumento per evitare gravidanze indesiderate. Ricordiamo che l’Italia occupa solamente il 12° posto tra le nazioni europee nella classifica di utilizzo del profilattico, con una percentuale di non utilizzo che raggiunge picchi del 40% tra i minorenni (fonte Società Italiana della Contraccezione)".