Pioggia di centenarie all’istituto De Battisti di Cerea

Domenica 3 novembre l’Istituto per Anziani festeggerà il compleanno della signora Nella Martini.

Pioggia di centenarie all’istituto De Battisti di Cerea
Legnago e bassa, 29 Ottobre 2019 ore 14:48

Pioggia di centenarie all’istituto De Battisti di Cerea.

Domenica 3 l’Istituto festeggerà il compleanno di Nella Martini

Domenica 3 novembre alle ore 10.00 l’Istituto per Anziani festeggerà il compleanno della signora Nella Martini. Accanto a Lei, la signora Luigia Costa 100 anni, compiuti da poco, e la signora Almerina Bistaffa, che compirà 101 anni il prossimo 10 dicembre. Per l’occasione la banda cittadina suonerà alcuni pezzi e le autorità cittadine avranno modo di portare gli auguri delle Istituzioni da loro rappresentate. La direttrice dell’Istituto, dottoressa Maddalena Dalla Pozza, in carica dal 3 settembre scorso, con le coordinatrici, gli educatori e il personale tutto hanno voluto dare alla signora Nella Martini un segno dell’affetto che l’Istituto le riconosce, segnando la giornata con una serie di eventi a cominciare dal saluto delle autorità e dalla banda cittadina che suonerà alcuni pezzi con un momento conviviale a seguire. 

Una festa a cui parteciperà l’intera comunità

E’ una grande soddisfazione poter assistere a traguardi della vita delle persone che assistiamo come questo, ricorrenze che testimoniano l’impegno quotidiano del personale, la bontà e la qualità dei servizi che strutture come questa erogano”, sottolinea la direttrice, a cui si associa il consiglio di amministrazione. L’istituto vivrà per l’occasione di festa a cui parteciperà tutta la comunità. Sarà un momento di soddisfazione per tutti, familiari, volontari, personale che stanno operando con la Direzione e il Consiglio di Amministrazione per garantire il miglioramento continuo dei servizi rivolti alle persone anziane che vengono accolte e assistite dall’Istituto “Casa De Battisti”.

La vita di Nella Martini

Nata a Casaleone, nella provincia veronese, il 5 novembre 1914, ricorda ancora le sue radici iniziando dai genitori. Ricorda la madre, Idalberga Gobbi una donna energica e solare, con una gran senso di amore per la famiglia , i genitori e per i figli. In famiglia erano in 6 figli: tre maschi Giuseppe, Pietro, Sante e tre femmine. Ricorda le sue sorelle maggiori: Annamaria, Elisabetta e infine lei, la più piccola. In famiglia erano tante le bocche da sfamare. I suoi ricordi di bambina sono a scuola, le piaceva tanto la matematica. È arrivata fino alla quarta elementare, ma ancora prima di terminare l’anno scolastico, è stata chiamata in primavera per andare a zappare il frumento. “Avevo 10 anni e mezzo e invece della matita ho dovuto tenere in mano la zappa! Andavo con mio padre Giacomo a lavorare a piedi, lui aveva il suo sacco con la zappa dentro. Andavamo assieme a piedi fino alla località Muri, nella immensa proprietà del barone di Trevese”. Un altro lavoro molto duro è stato quello di andare alle campagne del tabacco. Ricorda ancora le famiglie per cui lavorava : Toffaletti , Lanza, Merlin; le ore erano tante ed il lavoro era molto, tutto eseguito a mano, sia per la raccolta che per lo smistamento e l’essicazione. Lei era tra le più brave ed era spesso chiamata per il lavoro anche in risaia in Piemonte. Ricorda il periodo di mondina con un velo di nostalgia e amarezza. I sacrifici erano enormi per portare a casa la paga e il sacco di riso che era prezioso come l’oro.

Le stagioni in risaia duravano anche 50 giorni. La sera si tornava a casa stanchi, ma ci si trovava tutti sotto al portico vicino alla stalla per fare filò, ma se c’era qualche indumento da cucire o da ricamare, la forza si trovava sempre, anche a lume di candela.

Nella avrebbe svolto il lavoro di sarta, ma non c’erano i soldi per comprare la macchina da cucire. In compenso realizzava dei bellissimi colletti a centrini all’uncinetto.

Una passione che coltiva ancora oggi è quella per l’ascolto della musica di ballo liscio. Lei da giovane andava a ballare alle feste di piazza e nelle corti dove c’era qualcuno bravo a suonare la fisarmonica.

La signora Nella all’interno della struttura è una partecipante attiva a tutte le proposte che gli educatori hanno in programma. Per esempio, durante il gioco della tombola lei aiuta qualche signora che ha difficoltà nel vedere i numeri, oppure è una delle prime a rispondere alle domande inerenti il ricordare le tabelline.

Spesso coloro che la vengono a trovare rimangono stupiti dal fatto che lei ricordi il nome di ciascuno, inoltre il suo tono è sempre cordiale e sembra che il tempo per lei non passi affatto.

Ricorda i suoi familiari più anziani che non ci sono più e il ricordo del figlio Claudio, mancato qualche anno fà, è un pezzo di lei che ricorda sempre col cuore pieno amore.

Le sue gioie più grandi attualmente sono i suoi nipotini… Giacomo di un anno , che ha ripreso il nome del suo trisnonno.

Tutti si chiedono quale sia il segreto di Nella per mantenere una salute e una lucidità ancora così viva…Lei dice “ … è un dono del buon Dio !” Sarà forse il suo regime alimentare? Lei mantiene le sue buone abitudini, beve il succo di frutta a merenda, non eccede mai con le porzioni, non mangia mai nulla fuori pasto, ma si concede talvolta del buon cioccolato… tuttavia il mistero del suo grande record rimane.

 

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