Iniziativa

Progetto Abbracci: rivitalizzare quattro spazi di Verona e provincia

L’idea nasce dalla raccolta dei bisogni che le quindici imprese sociali, tra associazioni, cooperative, fondazioni di comunità.

Progetto Abbracci: rivitalizzare quattro spazi di Verona e provincia
Verona Città, 23 Ottobre 2020 ore 11:34

Al centro del progetto Abbracci, finanziato dalla Fondazione Cariverona e partito lo scorso gennaio, ma prorogato a causa del lockdown e da poco riavviato, sono quattro spazi che la rete di imprese sociali educative e di cura aderenti a Mag Verona mira a trasformare in “Spazi Abbracci”.

Rafforzare le comunità

L’obiettivo è di rafforzare le comunità di diversi territori, trasversali per generazioni e portatrici di specifiche necessità di relazione, scambio, cura. Ragazzi/e, famiglie, anziani/e, persone con lievi disabilità, al contempo destinatari e protagonisti, sono il perno di un approccio che non solo punta a rispondere a necessità specifiche, ma mira a potenziare dinamiche proprie di una cittadinanza attiva.

L’idea nasce dalla raccolta dei bisogni che le quindici imprese sociali, tra associazioni, cooperative, fondazioni di comunità – L’Alveare, Mag Verona, Piccola Fraternità, Il Germoglio, Le Fate, Agor, Fondazione La Piletta, Give Me 5, l’Infanzia, Tangram, Ugualmente Sociale, La Strada Casa Laboriosa, Multiforme, Omnia, Il Melograno Verona – conoscono da vicino e hanno raccolto, ascoltando i/le diretti/e interessati/e. A mettere in comune ogni esperienza è la necessità di non isolarsi e di favorire le relazioni per avere maggior benessere.

Le zone di riferimento

A ogni zona interessata corrisponde una realtà della rete che fa da riferimento del progetto: a Verona, i quartieri di San Massimo e Santa Lucia hanno come coordinamento rispettivamente Il Germoglio e Le Fate, mentre in provincia a Dossobuono opera la Piccola Fraternità, e a San Martino Buon Albergo L’Alveare, che è pure capofila del progetto.

Nel progetto le sedi sono messe a disposizione da due enti pubblici – i Comuni di Verona IV circoscrizione, e di San Martino Buon Albergo -, e due enti privati a vocazione comunitaria, ovvero le parrocchie di San Massimo e di Dossobuono. Sono inoltre coinvolti nel percorso gli istituti comprensivi di San Martino Buon Albergo e di Villafranca, l’istituto scolastico parificato Seghetti, l’ospedale Villa Santa Giuliana e l’Università di Verona, tutti impegnati nella co-creazione di un welfare diffuso.

Attività formative

Anna Salvagno, presidente della cooperativa sociale “L’Alveare” ha spiegato:

“Il progetto Abbracci vuole creare relazione, essere un punto di riferimento per le persone che sono sempre più isolate, per i ragazzi e le ragazze sempre più lontani dall’idea di incontro e scambio reciproco. E rivitalizzare spazi sempre più in disuso perché manca il ricambio generazionale. Proponiamo attività formative ed educative per aggregare le persone e dare un senso di appartenenza alla comunità. Per questo è importante che ci siano spazi vissuti come luoghi di incontro, dove svolgere le attività che siano creative o di formazione ed educazione. Ma anche servizi di primo sollievo grazie all’apporto di figure professionali, accanto alle persone del territorio”.

Attività come il “fitness per la mente”, dedicato agli anziani, il doposcuola per ragazzini di famiglie in difficoltà, l’accompagnamento alla nascita per mamme giovani under 24 e ai genitori con bimbi dagli zero ai tre anni, ma anche lo scambio generazionale con laboratori per imparare a fare un orto, o di alfabetizzazione all’uso di internet e dei social network, sono solo alcuni interventi messi in campo, i primi ad essere partiti, e molti altri sono in avvio in questi mesi.

Anna Salvagno ha concluso:

“L’obiettivo è che a fine dei tre anni di progetto si sia sviluppata una rete di volontariato all’interno delle comunità che permetta l’autogestione di ogni Spazio Abbracci, come fulcro di una comunità attiva che si sente responsabile e coinvolta nella gestione del bene comune. Pensiamo a servizi indispensabili che si autoalimentano da soli o che beneficino del sostegno di privati e di enti convenzionati. Per la sistemazione degli spazi abbiamo in programma anche una campagna di crowdfunding che consenta i lavori di adeguamento“.

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