Il caso

Protesta sullo sgombero all’ex scuola abbandonata di via Villa a Quinzano

Operazione all’alba da parte delle forze dell’ordine. Gli occupanti si rivolgono al Comune: "Ora siamo senza alternative". I solidali denunciano l’assenza di soluzioni abitative

Protesta sullo sgombero all’ex scuola abbandonata di via Villa a Quinzano

Nella mattinata di venerdì 30 gennaio 2026, le forze dell’ordine hanno eseguito lo sgombero dell’ex scuola di via Villa, a Quinzano. L’intervento ha visto impegnate la polizia locale di Verona e la polizia di Stato.

Lo stabile, inutilizzato da anni, era diventato negli ultimi mesi un rifugio per diverse persone, soprattutto durante il periodo invernale.

Con la chiusura dell’edificio, chi vi abitava si è ritrovato senza un’alternativa abitativa. Molti degli occupanti, insieme a cittadini e attivisti solidali, si sono diretti allo Sportello unico per l’accoglienza del Comune, chiedendo soluzioni immediate e dignitose.

La protesta davanti allo Sportello unico

Secondo quanto riportato dal Laboratorio autogestito Paratodos, lo sgombero sarebbe avvenuto senza che fossero predisposte misure di supporto adeguate da parte dei servizi sociali. “Tutte le persone che avevano trovato rifugio nell’ex scuola ora si trovano per strada”, si legge nel post pubblicato sui social dal laboratorio.

I manifestanti criticano la gestione dell’operazione, sostenendo che le soluzioni abitative avrebbero dovuto essere garantite prima dell’intervento. L’accusa principale riguarda il fatto che la questione sia stata affrontata come problema di ordine pubblico piuttosto che come una vera emergenza sociale.

Le accuse all’amministrazione comunale

La protesta si estende anche alle politiche comunali più ampie, come il tema della marginalità sociale. Secondo quanto riferito dagli attivisti, alcune delle persone sgomberate erano già note ai servizi sociali e alle istituzioni cittadine da tempo, senza che fossero però individuate risposte strutturali.

L’amministrazione comunale viene inoltre contestata per essere intervenuta sulla “messa in sicurezza” di uno stabile abbandonato dopo anni di inattività, senza chiarire né il futuro dell’area né quello delle persone che vi abitavano. I manifestanti chiedono, ancora una volta, che vengano messe in campo soluzioni abitative stabili e dignitose per chi, nella città definita “vetrina olimpica”, si trova improvvisamente privato anche di un riparo precario.

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte del Comune sull’operazione né sulle eventuali alternative offerte alle persone sgomberate.