Il video dei Carabinieri

Rapina del rolex a Bussolengo: arrestato 41enne romeno domiciliato a Legnago

L'episodio risale allo scorso dicembre all'intero di un'azienda del posto. L'amministratore delegato era stato aggredito da due uomini.

Cronaca Garda, 14 Febbraio 2021 ore 10:38

Fermato dai Carabinieri l’autore di una rapina avvenuta lo scorso dicembre a Bussolengo. Si tratta di un 41enne romeno domiciliato a Legnago.

Rapina del rolex a Bussolengo: un arresto

I Carabinieri della Stazione di Bussolengo, all’esito di attività investigativa, hanno rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto D. M.., cittadino rumeno domiciliato a Legnago, classe ’79, disoccupato, positivo in Banca Dati, poiché ritenuto responsabile di una rapina di un rolex.

I fatti contestati risalgono al pomeriggio dello scorso 22 dicembre, quando la Centrale Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda inviava una pattuglia presso la sede di un’azienda operante nel settore metalmeccanico con sede a Bussolengo, poiché, poco prima, l’Amministratore Delegato era rimasto vittima di una rapina.

La fuga a piedi

Giunti sul posto, i militari intervenuti accertavano che 2 uomini verosimilmente dell’Est Europa, dopo aver aggredito il malcapitato, gli avevano rubato il suo orologio Rolex.

Dai primi accertamenti effettuati, si appurava che il veicolo utilizzato dai due autori della rapina, una Fiat Punto di colore grigio, era rimasta bloccata nel parcheggio interno dell’azienda e che i due uomini si erano dati alla fuga a piedi. Tale veicolo veniva sottoposto a sequestro per poi svolgere gli accertamenti tecnici del caso.

Nel frattempo la vittima, che a causa dell’evento aveva riportato delle escoriazioni alle mani, dopo un controllo presso il pronto soccorso dell’ospedale di Bussolengo, sporgeva denuncia di quanto accaduto.

La dinamica della rapina

L’uomo, in particolare, raccontava che, appena giunto in azienda, aveva notato due persone che gli erano venute incontro. Uno dei due, nello specifico, gli si era avvicinato con il pretesto di chiedere un’informazione in lingua straniera, facendo intendere di aver bisogno di un’indicazione stradale.

Una volta giunto nelle immediate vicinanze del dirigente d’azienda, però, lo aveva bloccato in maniera decisa e fulminea con il suo braccio intorno al collo mentre il complice aveva afferrato il suo braccio sinistro strappandogli l’orologio dal polso, causandogli delle escoriazioni alle mani.

I due uomini, una volta preso l’orologio, si erano allontanati con passo svelto per poi salire a bordo di una Fiat Punto che era parcheggiata all’interno dell’Azienda; si erano diretti quindi a tutta velocità verso il cancello carraio automatico che in quel momento però era chiuso.

A quel punto, non riuscendo ad aprirlo, avevano abbandonato l’auto nel parcheggio e, dopo aver scavalcato il cancello, avevano proseguito la fuga a piedi.

A seguito degli accertamenti tecnici effettuati sul veicolo in uso ai due autori della rapina, veniva repertato un portafogli con una scheda sim intestata al predetto D. M..

Le tracce sull’auto utilizzata e l’identificazione

Considerato che sul veicolo abbandonato vi erano tracce che portavano a un pregiudicato, che le descrizioni fornite dalla vittima e dai testimoni trovavano riscontro nei dati anagrafici dello stesso, si è ritenuto che potesse essere proprio lui l’autore del reato.

A tal proposito, sia la vittima che un testimone, sono stati sottoposti a individuazione fotografica, riconoscendo, senza alcun dubbio, in D. M. uno degli autori della rapina. Raccolti questi inequivocabili indizi di colpevolezza, i Carabinieri avviavano immediate indagini volte al rintraccio del malfattore.

Tale operazione è stata molto difficile poiché l’uomo risultava sempre residente in Romania e di fatto non faceva mai emergere un domicilio reale e stabile in Italia, fornendo dati inesistenti in sede di apertura di varie utenze. Tuttavia, la costante e metodica indagine dei Carabinieri permetteva di appurare che, in una sola circostanza, D. M. aveva fornito dei dati reali di un presunto domicilio per l’attivazione di un servizio di energia elettrica presso un’abitazione sita a Legnago.

Venivano quindi predisposti servizi di osservazione in prossimità dell’abitazione e, dopo giorni di lunghi ed estenuanti appiattamenti, finalmente la costanza e la pazienza dei Carabinieri veniva premiata poiché notavano D. M., proprio mentre si stava accingendo ad aprire la porta.

A quel punto, i militari della Stazione di Bussolengo, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi della Compagnia di Legnago, bloccavano il malfattore, sottoponendolo a fermo di Polizia giudiziaria.

Dopo le operazioni, il malfattore veniva associato presso la Casa Circondariale di Verona Montorio a disposizione dell’Autorità giudiziaria, fino all’udienza di convalida celebrata in data odierna, a seguito della quale il fermo veniva convalidato e veniva disposta l’applicazione della misura degli arresti domiciliari.
Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione e al rintraccio dell’altro complice.

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