Un rave party non autorizzato con circa 45 partecipanti è stato interrotto all’alba di domenica 15 febbraio 2026 nel territorio comunale di Dosolo, in provincia di Mantova. L’evento si svolgeva all’interno di un capannone di proprietà di un’azienda agricola, trasformato in discoteca abusiva.
I partecipanti provenivano da diverse province del Nord Italia, tra cui Como, Trento, Cremona, Bologna, Verona, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Varese, Monza Brianza, Brescia, Bergamo e Reggio Emilia.
L’intervento è scattato nelle prime ore del mattino, quando i militari della Compagnia di Viadana dell’Arma dei Carabinieri, impegnati nel controllo del territorio, hanno udito musica ad alto volume provenire da un’area isolata a ridosso del fiume Po.
L’intervento coordinato dalla Questura di Mantova
Una volta individuata la struttura occupata, è stata attivata la procedura di emergenza coordinata dalla Questura di Mantova. Sul posto sono intervenuti anche equipaggi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
Le forze dell’ordine hanno cinturato l’area, composta da capannoni e terreni agricoli, presidiando le vie di accesso e impedendo ad altri giovani, diretti verso Dosolo, di raggiungere la festa.
All’interno erano stati allestiti una consolle per il DJ, casse acustiche e un generatore di corrente per alimentare l’impianto.
Sequestri e riunione in Prefettura
Durante le operazioni è stata avviata una mediazione con gli organizzatori per interrompere la musica senza incidenti. A Mantova il prefetto Roberto Bolognesi ha convocato il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica per monitorare l’evoluzione della situazione.
Al termine dello sgombero, gli agenti della Digos e i militari dell’Arma hanno sequestrato il furgone utilizzato per il trasporto delle attrezzature, l’impianto audio e i telefoni cellulari degli organizzatori.
42 denunciati da diverse province del Nord
Il bilancio dell’operazione è di 42 persone denunciate, tra cui quattro minorenni, per invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute o l’incolumità pubblica.
La responsabilità penale delle persone coinvolte sarà accertata dall’autorità giudiziaria nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.