Verona

Requiem di Mozart dedicato alle vittime del Covid, Sboarina: “Non dobbiamo dimenticare” FOTO E VIDEO

Zenti: "Questa sera onoriamo i caduti per il Covid-19, responsabile di quella che potremmo definire la Terza Guerra Mondiale sotto il profilo delle devastazioni sanitarie, economiche, sociali e politiche".

Verona Città, 01 Agosto 2020 ore 11:51

Emozioni e ricordi nella serata dedicata alle vittime del Covid-19.

Uno straordinario Requiem di Mozart all’Arena

L’Arena di Verona ha accolto ieri, venerdì 31 luglio 2020 i sindaci della Provincia di Verona e i parenti delle vittime del Coronavirus in occasione della serata dedicata a tutti coloro che non ci sono più a causa della pandemia. Una serata commuovente che ha permesso di ascoltare, per la prima volta nell’anfiteatro scaligero, il Requiem di Morzart, proposto con maestria dal coro che in queste settimane è riuscito a confezionare un’esibizione unica, nonostante le distanze sociale imposte dalla pandemia.

Momenti difficili, da non dimenticare

Prima dell’inizio della serata, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha ringraziato tutti i partecipanti e ha voluto ricordare tutte le vittime:

“Sono stati dei mesi molto difficili, abbiamo dovuto affrontare l’emergenza sanitaria che è diventata anche un’emergenza economica. Ognuno di noi ha fatto degli enormi sacrifici rimanendo in casa. Ringrazio i sindaci della Provincia di Verona che sono qui a rappresentare ogni singola comunità. Questi sono stati mesi emotivamente difficili, io ricordo spesso quel giorno in cui ho accolto le bare provenienti dalla Provincia di Bergamo, è stato un pugno nello stomaco e ancora di più quando una ragazza mi ha scritto e mi ringraziava per averle accolte e mi chiedeva se la bara 52 era arrivata nella nostra città perché non sapeva dove sarebbe stato sepolto il suo caro. Ecco questa serata è per tutti loro, è per tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta, per tutti i parenti che non sono riusciti ad assistere alla sepoltura dei loro cari, non dobbiamo dimenticarcelo. La pandemia c’è stata, c’è, dobbiamo ricordarcelo e portare onore e ricordo a coloro che non ci sono più. Quelle abitudini che abbiamo imparato ad adottare in questi mesi, le attenzioni e la responsabilità per fare in modo che tutto questo non succeda più o comunque, grazie ai nostri comportamenti venga contenuto. Questa serata, questa musica, oggi riaccendiamo l’Arena con la musica in ricordo di chi non c’è più”.

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La vicinanza della chiesa

Alla serata era presente anche il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti che ha affermato:

“Mi è stato chiesto se potevo interpretare i sentimenti delle altre chiese che operano a Verona. Questa sera onoriamo i caduti per il Covid-19, responsabile di quella che potremmo definire la Terza Guerra Mondiale sotto il profilo delle devastazioni sanitarie, economiche, sociali e politiche. Lo faremo attraverso la messa Requeim del grande Mozart, innamorato di Verona con le sue note cariche del senso tragico del morire e soprattutto pregne di nostalgia dell’infinito, dell’oltremorte, dove la fede ci assicura un’esistenza di piena libertà e assoluta felicità nell’abbraccio di quel Dio che ci ama divinamente ed era accanto ad ogni persona colpita dal Covid nel momento della solitudine e del passaggio. Non è un concerto destinato a creare mestizia nell’animo ma piuttosto a generare in noi il senso di speranza di un mondo nuovo, noi ci sentiamo onorati di trovarci qui a riprendere possesso di questo nostro splendido anfiteatro, basilica, cattedrale della musica a cielo aperto dove risuona la grande musica e ispira nell’animo umano. E’ forte il senso della speranza indomita difronte ad ogni difficoltà, quella che stiamo affrontando è una difficoltà tragica ma ne usciremo da questa Terza Guerra Mondiale dovremo uscire più umani e solidali tra di noi, più saggi e come ben vedete anche la luna praticamente piena ne è un grande auspicio”.

 

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