Reato odioso

“Revenge porn” ai danni di una 20enne: pakistano arrestato a Peschiera del Garda

La vittima è una connazionale 20enne residente in Sicilia. Lui si era appena trasferito sul Garda per lavorare in un ristorante sul lungo lago.

“Revenge porn” ai danni di una 20enne: pakistano arrestato a Peschiera del Garda
Garda, 20 Settembre 2020 ore 14:59

Il 25enne è stato rintracciato ieri dai Carabinieri, si era appena trasferito sul lago per lavorare in un ristorante.

Da due giorni si era trasferito sul Garda

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Peschiera del Garda, nel pomeriggio di ieri, sabato 19 settembre 2020, hanno arrestato A.A., cittadino pakistano venticinquenne residente in provincia di Agrigento, dando esecuzione a un’ ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Verso le ore 17.00, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Peschiera del Garda veniva informata dai colleghi del Nucleo Operativo di Sciacca (AG) dell’Ordinanza di Custodia Cautelare pendente a carico di A.A. e che lo stesso si trovava a Peschiera del Garda presso l’abitazione di un suo connazionale, di cui però non conoscevano l’esatta collocazione. Sebbene gli esigui indizi forniti relativamente al domicilio, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Peschiera D.G., sfruttando la propria rete informativa sul territorio ed analizzando i dati trovati dall’interrogazione delle varie Banche Dati, riuscivano a rintracciare A.A. in un’abitazione di un suo connazionale, sita nel centro storico, dove si era trasferito da due giorni poiché aveva trovato lavoro in un ristorante sul lungo lago.

L’odioso reato ai danni di una connazionale 20enne

Il predetto A.A., in particolare, avrebbe diffuso con il proprio telefono cellulare e in più occasioni alcuni video e foto dal contenuto sessualmente esplicito che lo ritraevano insieme alla sua ormai ex fidanzata, una connazionale ventenne residente in Sicilia, senza il consenso di quest’ultima. La misura adottata dall’Autorità Giudiziaria messinese era mirata ad impedire che l’indagato potesse diffondere ulteriormente detti video, atteso che lo stesso aveva più volte ribadito che voleva rovinare la sua ex poiché questa aveva deciso di troncare la loro relazione

Ai domiciliari

Dopo le operazioni, A.A. veniva accompagnato presso l’abitazione dove era stato rintracciato e veniva collocato agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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