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Ricercato per furti di smarthphone tra Verona e San Bonifacio: arrestato dalla Polfer

L’attività di indagine ha permesso anche in questo caso di raccogliere elementi sufficienti per l’emissione di una seconda misura restrittiva, accordata quattro giorni fa.

Ricercato per furti di smarthphone tra Verona e San Bonifacio: arrestato dalla Polfer
Cronaca Verona Città, 05 Gennaio 2022 ore 16:06

Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Verona hanno arrestato un giovane straniero di 27 anni in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Autorità Giudiziaria di Verona, in relazione ad una serie di furti di smarthphone avvenuti nella tratta ferroviaria tra Verona e San Bonifacio, tra ottobre e novembre dello scorso anno.

Ricercato per furti di smarthphone tra Verona e San Bonifacio

L’uomo, pluripregiudicato di origine marocchina, è sospettato di aver scippato le proprie vittime in tarda serata, poco prima dell’arrivo dei treni regionali alla fermata di San Bonifacio, scendendo di corsa e facendo perdere le proprie tracce approfittando del buio. Lo stesso avrebbe operato assieme ad un complice già condotto in carcere ad ottobre scorso sempre su ordine dell’Autorità Giudiziaria.

L’attività di indagine svolta dalla squadra investigativa del Compartimento Polizia Ferroviaria di Verona, partendo dalle denunce presentate e dall’esame delle immagini registrate dai circuiti di videosorveglianza della stazione e a bordo treno, ha permesso anche in questo caso di raccogliere elementi sufficienti per l’emissione di una seconda misura restrittiva, accordata quattro giorni fa.

Le ricerche si sono concluse nella mattinata di ieri quando lo straniero è stato riconosciuto da una pattuglia Polfer della squadra investigativa che lo ha individuato nel comune di Soave e condotto in carcere a disposizione dell’A.G per il giudizio.

La misura è stata eseguita nella fase dell’indagine preliminare e, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

Il giovane è risultato anche irregolare nel territorio italiano per cui sono già state avviate le procedure di espulsione da parte dell’ufficio immigrazione della Questura al termine della carcerazione.