La procura di Verona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in concorso contro ignoti in relazione alla morte di Anna Zilio, 39 anni, runner trovata senza vita nel suo letto lo scorso 13 ottobre 2025. Il nuovo filone d’indagine si affianca a quello già avviato per falso nei certificati medici, emessi dopo il 2021.
Disposto l’esame tossicologico sui campioni di sangue
Gli inquirenti hanno disposto un accertamento tossicologico sui campioni prelevati durante l’autopsia.
L’incarico è affidato alla professoressa Donata Favretto, tossicologa forense dell’Università di Padova, per verificare l’eventuale assunzione di farmaci prima del decesso.

Nell’abitazione della maratoneta sono stati trovati solo integratori di Omega 3, magnesio e potassio.
Scoperti due certificati medici falsi
Nel corso degli accertamenti sono emersi due certificati di idoneità sportiva falsi riferiti al 2023 e al 2024. Pur riportando la carta intestata della clinica che visitò Zilio nel 2021, il medico firmatario ha confermato di non aver mai emesso quei documenti. Non è stato invece rintracciato alcun certificato valido per il 2025, né digitale né cartaceo.
Zilio, oltre a far parte del Team Km Sport di San Martino Buon Albergo, era anche segretaria della società e aveva accesso diretto al portale Fidal, dove vengono registrate le scadenze dei certificati dei tesserati, compreso il proprio. Rimane dunque da chiarire come abbia potuto continuare a gareggiare.
Alberto Zordan morto due settimane dopo
Il caso di Verona corre parallelo all’indagine già aperta dalla procura di Vicenza sulla morte di Alberto Zordan, 48 anni, runner di Sovizzo, deceduto nel sonno il 2 novembre, pochi giorni dopo Zilio. Entrambi erano tesserati per il Team Km Sport, ma non si conoscevano, non condividendo né allenatori né medici.

Per Zordan, al momento, i certificati medici risultano regolari, ma proseguono gli approfondimenti per identificare le cause del decesso.