Verona

Sboarina sul nuovo Dpcm: “Non molliamo ora, non dobbiamo far scattare l’arancione”

Aumenteranno anche i controlli da parte di tutte le Forze dell’Ordine.

Sboarina sul nuovo Dpcm: “Non molliamo ora, non dobbiamo far scattare l’arancione”
Verona Città, 05 Novembre 2020 ore 16:47

Scattano da domani le nuove limitazioni e misure per il contenimento dell’emergenza Coronavirus, introdotte dall’ultimo decreto ministeriale.

Rischio moderato

Verona, così come il resto del Veneto, è al momento in fascia gialla, ossia a rischio moderato. Questo significa minori restrizioni rispetto ai territori collocati in fascia arancione e rossa.

Cosa cambia da domani

Coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, sono quindi consentiti solo gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, necessità o salute. Necessaria l’autocertificazione per uscire dopo le dieci di sera. Per tutto il resto del giorno è comunque raccomandato di non spostarsi se non strettamente necessario. Anche il servizio di take away subisce delle riduzioni, si potrà, infatti, andare a ritirare il cibo fino alle 22 e non più fino a mezzanotte. Permane la chiusura di bar, ristoranti e locali alle ore 18. Altra novità è la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica, ad accezione di farmacie, parafarmacie, negozi di alimentari, tabaccherie ed edicole situate al loro interno. Chiuse anche mostre e musei. Il trasporto pubblico viene ridotto fino al 50% della capienza massima dei mezzi (prima era dell’80 per cento). Introdotta la didattica a distanza al 100% per le classi delle superiori, fatta eccezione per i laboratori. Gli alunni delle scuole medie, elementari e dell’infanzia possono continuare in presenza, ma con uso obbligatorio di mascherina (tranne al di sotto dei 6 anni). Attività formative e curriculari a distanza anche per le università. Chiuse le sale gioco, scommesse, bingo e slot machine anche all’interno dei bar. Stop a concorsi pubblici e a esami di abilitazione, tranne quelli per personale medico e protezione civile. Ai sindaci, viene data la possibilità di chiudere piazze, vie o aree della città, qualora fosse necessario per evitare assembramenti, durante tutto l’arco della giornata e non più solo dopo le 21 come previsto dal precedente Dpcm.

Mercati e sport

Per quanto riguarda le attività sportive è stato chiarito che restano consentite solamente le competizioni nazionali e internazionali. Così come l’attività motoria individuale, ad esempio la corsa, purchè si rispetti la distanza di sicurezza. Continueranno anche le discipline non di contatto nei circoli e centri sportivi all’aperto. Tutto il resto viene sospeso. Ancora da sciogliere, invece, il nodo mercati. Il sindaco questa mattina ha chiesto, tramite il Prefetto e le associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio, di avere quanto prima dal Governo un’interpretazione in merito. Secondo il Dpcm, infatti, gli esercizi commerciali, come i centri commerciali, dovrebbero rimanere chiusi il sabato e la domenica. Per Verona significherebbe sospendere le bancarelle dello Stadio, tranne quelle di prodotti alimentari, e di piazza Erbe. Due le perplessità espresse dal primo cittadino. La prima che i mercati, se non organizzati, rischiano di creare assembramenti tanto durante la settimana quanto nel weekend. La seconda è che lo stesso decreto, impone alle zone rosse, quelle con un rischio elevato, il divieto di fare mercati tranne che per certe merceologie. Questo, per assurdo, potrebbe portare ad avere mercati più consistenti e frequentati nelle zone rosse rispetto alle zone gialle.

Cosp e controlli

Aumenteranno anche i controlli da parte di tutte le Forze dell’Ordine. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si riunirà domani mattina per valutare le modalità di presidio del territorio, in maniera dinamica. Un modo per sensibilizzare e spronare i cittadini ad osservare le prescrizioni. Il sindaco di Verona, Federico Sboarina ha affermato:

“Adesso più che mai servono responsabilità e buon senso, non molliamo ora. Siamo stati inseriti nella zona gialla, possiamo tirare un respiro di sollievo, ma ci vuole poco passare a quella arancione. Dobbiamo impegnarci tutti perché questo non avvenga. Nessuno vuole che l’emergenza sanitaria si aggravi e scattino nuove limitazioni. Dobbiamo essere rispettosi e attenti alle norme e ai protocolli per far sì che non avvenga il peggio. Oggi, rispetto alla scorsa primavera, abbiamo un motivo in più per rispettare le regole e cioè tenerci stretta la libertà garantita dalla fascia gialla”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto:

“Questo significa anche aiutare il settore della ristorazione che almeno resta aperto fino alle 18 e non è costretto a chiudere tutto il giorno. Dobbiamo fare tutto il possibile, ognuno deve fare la propria parte. Cerchiamo di indossare sempre la mascherina quando incontriamo persone che non sono conviventi, e stiamo attenti anche in casa, è qui che si formano i focolai. Dobbiamo ridurre al massimo i contatti, questa è l’arma più potente che ognuno di noi ha a disposizione per combattere il virus e uscire il prima possibile da questa battaglia. Allo stesso tempo dico al Governo che, in un periodo di grande difficoltà economica e sanitaria come quello attuale, servono tante cose meno l’incertezza. Ieri abbiamo assistito ad uno spettacolo impietoso, nessuno fino all’ultimo secondo sapeva se da oggi le attività avrebbero potuto aprire o meno. Una situazione inaccettabile e irrispettosa, soprattutto dei nostri commercianti, esercenti e famiglie. Oggi finalmente le limitazioni che scatteranno domani sono note, a parte il nodo mercati che speriamo di sciogliere quanto prima, valuteremo con il Cosp il potenziamento dei controlli su tutto il territorio. Verifiche che verranno fatte in maniera dinamica come succedeva durante il lockdown. È un momento cruciale, dai prossimi giorni dipendono le settimane avvenire, non possiamo permetterci di sbagliare adesso. I veronesi si sono dimostrati rispettosi delle regole, dobbiamo continuare così”.

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