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Sciopero drivers e magazzinieri Dhl Express: parte da Verona la mobilitazione veneta

Le organizzazioni sindacali hanno comunicato l’apertura dello stato di agitazione all’interno di tutte le filiali del Veneto per il personale indiretto.

Sciopero drivers e magazzinieri Dhl Express: parte da Verona la mobilitazione veneta
Cronaca Verona Città, 26 Ottobre 2021 ore 12:19

Parte da Verona la rivendicazione degli autisti e magazzinieri veneti della Dhl Express, la divisione del noto gruppo tedesco che si occupa di spedizioni internazionali, che chiedono di essere “internalizzati”, ovvero assunti direttamente dal gruppo, mentre ora assunti da un appaltatore unico, la New Master Courier di Bari.

Sciopero drivers e magazzinieri Dhl Express

Questa mattina, lunedì 26 ottobre 2021, nel “cantiere” di Strada La Rizza l’adesione allo sciopero da parte dei circa 70 autisti e 30 magazzinieri è stata pressoché totale, mentre nei prossimi giorni la protesta si estenderà alle altre città del Veneto fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Le organizzazioni sindacali hanno infatti comunicato l’apertura dello stato di agitazione all’interno di tutte le filiali del Veneto per il personale indiretto.

Grazie ad accordi nazionali sottoscritti con Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, l’internalizzazione del personale indiretto Dhl è già realtà in due divisioni del gruppo: Dhl Freight, che si occupa di soluzioni integrate per l’industria, e Dhl Supply Chain, che si occupa di organizzare la catena di approvvigionamento delle aziende.

Tutelare i lavoratori

Raffaello Fasoli, segretario generale Filt Cgil Verona ha spiegato che dal 1 novembre 2021,  i 12 addetti veronesi di Dhl Freight di via Torricelli passeranno alle dirette dipendenze del gruppo, mentre l’appalto di Dhl Suplly Chain di Nogarole Rocca conta già dipendenti diretti del gruppo.

La resistenza di Dhl Express dipende ovviamente dalla maggiore intensità di manodopera che caratterizza il settore delle consegne e delle spedizioni internazionali. Il passo è tuttavia necessario per mettere ordine in un settore dove fino a pochi anni fa regnava la più totale anarchia di mercato che oltre a precludere ricadute positive sui territori, finiva per scaricare tutti i costi sulle spalle di drivers e magazzinieri che ora, proprio grazie a mobilitazioni come questa, sono sempre meglio tutelati.