Negrar di Valpolicella

Sciopero per il mancato rinnovo del contratto della sanità privata, fermo da 14 anni

. I sindacati: "Una vergogna che i lavoratori dichiarano di non voler più accettare".

Sciopero per il mancato rinnovo del contratto della sanità privata, fermo da 14 anni
Valpolicella, 17 Settembre 2020 ore 10:16

Sono state centinaia le adesioni al Presidio regionale organizzato davanti all’Ospedale di Negrar nella giornata di ieri, mercoledì 16 settembre 2020.

Mancato rinnovo

Anche i lavoratori della sanità privata del Veneto hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato rinnovo del Contratto della della sanità privata, fermo da 14 anni. Sonia Todesco, FP CGIL Veneto, Alessandro Peruzzi CISL FP e Antonio Imbriani, UIL FPL hanno reso noto:

“Una vergogna che i lavoratori dichiarano di non voler più accettare e proseguiranno nella mobilitazione fino alla sottoscrizione definitiva del Contratto. Il 10 giugno u.s. la firma della Preintesa da parte delle due Associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro ARIS-AIOP aveva fatto ben sperare ma poi era saltata, per volontà delle due associazioni, la firma definitiva della Preintesa”.

Poche risorse

Le associazioni lamentano scarse risorse da parte delle regioni.  sindacati spigano:

“In Veneto la Regione , il 25 agosto scorso, ha adottato una delibera con la quale assegnerà risorse, per sostenere parte dei costi del rinnovo del Contratto, ai soli imprenditori degli ospedali privati convenzionati. Sempre la stessa delibera purtroppo (DGR 1222/2020) ha escluso da questo finanziamento tutta l’attività extraospedaliera. Tra questi i Centri di riabilitazione che in Veneto occupano un migliaio di lavoratori ed hanno un budget annuale assegnato dalla regione di oltre 27 milioni di euro. A queste strutture dunque non arriveranno risorse per rinnovare il Contratto Nazionale ai lavoratori. Facile immaginare che a quel punto gli imprenditori saranno tentati di applicare contratti meno onerosi svalorizzando lavoratori, attività e tutto il settore. Questo non è accettabile”.

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