Guardia di Finanza

Scoperta evasione fiscale da quasi mezzo milione di euro negli affitti turistici a Trento

Le Fiamme Gialle hanno individuato 16 persone che affittavano appartamenti senza rispettare obblighi fiscali: quattro di loro erano completamente sconosciute al Fisco

Scoperta evasione fiscale da quasi mezzo milione di euro negli affitti turistici a Trento

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Trento (in copertina: immagine di repertorio) ha scoperto un’evasione fiscale di oltre mezzo milione di euro nel settore degli affitti turistici.

I controlli hanno portato alla luce 16 persone che affittavano appartamenti ai turisti senza rispettare gli obblighi fiscali. Tra questi, quattro risultavano completamente sconosciuti al Fisco.

Le indagini

L’attività è stata condotta dai militari della Tenenza di Tione di Trento e ha riguardato diverse abitazioni situate in zone molto frequentate dai turisti, soprattutto in inverno.

Le verifiche si sono concentrate in particolare nelle aree delle Valli Giudicarie, della Val Rendena e della Valle del Chiese.

Annunci online nel mirino

Per individuare gli affitti irregolari, i finanzieri hanno analizzato annunci pubblicati sui social network e su piattaforme online, dove venivano pubblicizzate case vacanza a prezzi molto competitivi.

Grazie all’incrocio dei dati con le banche dati a disposizione del Corpo e con appostamenti e sopralluoghi mirati, i militari sono riusciti a identificare i proprietari degli immobili e a ricostruire l’attività svolta.

Oltre 470mila euro non dichiarati

Dalle indagini è emerso che, in cinque anni, i 16 proprietari hanno omesso di dichiarare al Fisco oltre 470mila euro di guadagni derivanti dagli affitti turistici.

In diversi casi i proprietari hanno scelto di utilizzare lo strumento dell’“accertamento con adesione”, che consente di regolarizzare la propria posizione pagando le imposte dovute con una riduzione delle sanzioni amministrative.

Imposta di soggiorno non pagata

I controlli hanno inoltre evidenziato il mancato pagamento dell’imposta provinciale di soggiorno, per un importo complessivo di oltre 9mila euro.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale nel settore turistico, con l’obiettivo di garantire concorrenza leale tra le attività ricettive e tutelare le entrate pubbliche.