Scuole, genitori divisi sul senso unico

L'idea di rendere a senso unico un tratto di via Martiri delle Foibe ha sollevato non poche perplessità

Scuole, genitori divisi sul senso unico

L’idea di rendere a senso unico un tratto di via Martiri delle Foibe ha sollevato non poche perplessità

La polemica era partita anche prima dell’inizio della scuola. Il comune di Bussolengo, infatti, aveva comunicato che in via Martiri delle Foibe, negli orari di entrata e di uscita degli alunni della scuola primaria «Beni Montresor» e della scuola d’infanzia «San Valentino», ovvero dalle 7.45 alle 8.20, dalle 12.45 alle 13.15 e dalle 15.40 alle 16.10 si sarebbe potuto accedere al parcheggio delle scuole solo passando da via Guido Rossa, rendendo a senso unico il tratto di via Martiri delle Foibe tra la scuola e la rotonda di via Marmolada, in direzione della rotonda.

Fin da subito si è alzato un coro di voci contrastanti, molte però quelle critiche, come quella di Ugo Franceschini che ha affermato «non si capisce lo scopo, il problema principale non è la viabilità, il vero problema è che non ci sono abbastanza posti dove lasciare la macchina».

Anche Barbara Setti, consigliere comunale e mamma di due bambine, ha parlato di «situazione critica al pomeriggio» e ha aggiunto «già mi immagino la confusione che si creerà nei giorni di ricevimento degli insegnanti».

Vi sono stati anche commenti positivi, come quello della preside dell’Istituto Comprensivo di Bussolengo Viviana Sette che ha affermato: «dicevano che si sarebbero create code infinite sulla Gardesana, ma io non le ho viste». «C’è una meravigliosa pista ciclabile che porta fino a scuola e dei genitori volontari che hanno organizzato un servizio pedibus eccellente. Se tutti conoscessero e sfruttassero meglio queste lodevoli risorse, molti problemi sarebbero ridimensionati».

Il problema principale, comunque, secondo la maggiornza degli intervistati è risultato essere l’inadeguatezza del parcheggio dell’istituto, che costringe molti a doversi fermare sul ciglio della strada e i bambini a dover scendere dalla propria auto e trovarsi subito in mezzo alla strada.

Estratto dall’articolo di Luca Ciuffoni per VillafrancaWeek.