Stava andando a scuola, direzione Villafranca di Verona, ma nello zaino non aveva solo libri e quaderni. Un 16enne è stato fermato dai Carabinieri mentre aspettava l’autobus e trovato in possesso di un tirapugni, di un pugnale artigianale e di uno scalpello. Un episodio avvenuto a pochi chilometri dal Veronese che riporta l’attenzione su un fenomeno sempre più inquietante: adolescenti che si muovono armati verso la scuola.
Fermato alla fermata dell’autobus: armi sequestrate e denuncia
Il controllo è scattato all’alba di martedì 3 febbraio 2026 a Monzambano, comune mantovano a ridosso del Garda veronese. I carabinieri della stazione locale, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, hanno notato il ragazzo alla fermata dell’autobus. Alla vista dei militari il giovane ha mostrato un atteggiamento nervoso, facendo scattare l’accertamento.

All’interno dello zaino sono stati trovati un tirapugni, un pugnale con lama di 13 centimetri e uno scalpello lungo 14 centimetri. Il 16enne stava aspettando il bus per raggiungere la scuola a Villafranca di Verona. Tutto il materiale è stato sequestrato e il minorenne è stato denunciato alla Procura dei Minori di Brescia per porto abusivo di armi. Al momento non sono state fornite spiegazioni sul motivo per cui avesse con sé quegli oggetti.
Il giorno dopo a Treviso, un altro intervento delle forze dell’ordine ha portato al sequestro di un coltello trovato nello zaino di un ragazzo di 14 anni all’interno di una scuola. In quel caso è stato un compagno di classe a dare l’allarme, attivando il protocollo di sicurezza e l’intervento dei carabinieri.
Tra sicurezza e prevenzione
Dopo il recente accoltellamento di La Spezia, costato la vita a uno studente di 18 anni, il tema della sicurezza nelle scuole è tornato al centro del dibattito nazionale. Anche in Veneto si è tornato a parlare dell’ipotesi di metal detector all’ingresso degli istituti, misura che affiancherebbe però un lavoro più ampio di prevenzione e ascolto.
Nel Veronese, come nel resto della regione, i casi legati a coltelli, tirapugni o spray urticante continuano a moltiplicarsi. Segnali diversi, ma riconducibili allo stesso problema: un disagio giovanile che cresce e che sempre più spesso entra, armato, nei luoghi dove dovrebbe esserci solo scuola.