I fatti si sono verificati domenica pomeriggio, 1 febbraio 2026, nel centro di Verona. Un sovrintendente della Polizia di Stato, libero dal servizio e in compagnia della moglie e dei figli, ha sentito una donna gridare “fermatelo” e “al ladro” mentre inseguiva un giovane che stringeva in mano un barattolo metallico appena sottratto.
Dopo aver messo in sicurezza la famiglia, il poliziotto non ha esitato a intervenire. Si è lanciato all’inseguimento del sospetto lungo le vie del centro, riuscendo a raggiungerlo e a bloccarlo dopo alcune decine di metri, anche grazie al supporto di alcuni passanti. Il fermo è avvenuto prima dell’arrivo della volante, giunta sul posto in pochi minuti. Il giovane è stato quindi affidato agli agenti intervenuti e accompagnato nella Questura per gli accertamenti di rito.

L’arresto
Una volta negli uffici di Lungadige Galtarossa, il 28enne ha continuato a mantenere un atteggiamento aggressivo e non collaborativo, proferendo frasi ingiuriose nei confronti degli operatori e opponendo resistenza.
Alla luce dei fatti, il giovane è stato arrestato con l’accusa di rapina impropria aggravata in concorso, oltre a oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. È stato trattenuto in Questura in attesa del rito direttissimo.
Nella mattinata di lunedì 2 febbraio 2026, il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti del 28enne la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Si ricorda che il procedimento è nella fase iniziale e che la responsabilità penale dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza penale irrevocabile, come previsto dal principio di presunzione di innocenza.