Sequestro preventivo

Sequestrati alla ‘ndrangheta beni dal valore di 15milioni di euro, indagati due dirigenti Amia VIDEO

E' stato disposto il sequestro preventivo di un ingente patrimonio immobiliare, aziendale e finanziario.

Verona Città, 04 Giugno 2020 ore 14:37

Si chiama operazione “Isola Scaligera” ed è stata svolta dal Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia, con il supporto di equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e di personale specializzato del Servizio Polizia Scientifica.

Ordinanza cautelare nei confronti di 26 indagati

Nella mattina di  oggi, giovedì 4 giugno 2020, a Verona e provincia, gli investigatori della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 26 indagati di cui 17 destinatari di custodia cautelare in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla p.g., che sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti, anche aggravati dalle modalità mafiose.

Indagini tra il 2017 e il 2018

Le indagini sono state dirette dalla Procura distrettuale presso il Tribunale di Venezia e sono state condotte tra il 2017 ed il 2018, da un gruppo di lavoro composto da investigatori della Prima Divisione del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e delle Squadre Mobili di Verona e Venezia. Nello specifico le indagini hanno disvelato la strutturata esistenza di un’autonoma locale di ‘ndrangheta operante a Verona e nella provincia, riconducibile alla potente cosca degli “Arena-Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto (KR).

Coinvolti anche due dirigenti Amia

L’inchiesta, corroborata dal contributo di alcuni collaboratori di giustizia, ha fatto emergere gravi indizi di condotte criminali tipiche delle propaggini extra-regionali della ‘ndrangheta, ispirate alla commistione di metodologie corruttive-collusive ed estorsive, ed ha consentito di registrare anche indebiti rapporti tra alcuni appartenenti al sodalizio mafioso in questione e due dirigenti di Amia, la società municipalizzata veronese, operante nel settore della raccolta dei rifiuti urbani inoltre sarebbe indagato anche l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Disposto il sequestro del patrimonio immobiliare

L’indagine ha consentito l’emersione di un’articolazione della locale scaligera, facente capo alla famiglia Giardino, di origine isolitana, che ha radicato, in modo autonomo, le proprie attività illecite nella provincia veneta, mantenendo stabili rapporti affaristici con le analoghe strutture mafiose, operanti in Emilia-Romagna e Lombardia. Nel medesimo contesto, è stato disposto il sequestro preventivo di un ingente patrimonio immobiliare, aziendale e finanziario, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro, ritenuto provento delle attività illecite del sodalizio mafioso, frutto degli approfondimenti investigativi e patrimoniali svolti dalla Sezione specializzata del Servizio Centrale Operativo.

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