Cronaca

SHOCK Somministra morfina e manda in overdose un neonato

Arrestata un'infermiera in servizio presso l'Azienda ospedaliera di Verona

SHOCK Somministra morfina e manda in overdose un neonato
Cronaca 03 Agosto 2017 ore 12:37

Arrestata un'infermiera in servizio presso l'Azienda ospedaliera di Verona

La Polizia di Stato ha dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il tribunale di Verona, dr.ssa Livia Magri, su richiesta del Pubblico Ministero, dr.ssa Elvira Vitulli, nei confronti di un'infermiera in servizio presso l'Asl di Verona, per aver somministrato morfina ad un neonato, in assenza di prescrizione medica e senza necessità terapeutiche, provocandogli un arresto respiratorio.

La notte tra il 19 e il 20 marzo di quest'anno un neonato di un mese, ricoverato in neonatologia a Borgo Roma, nel box 1 (quindi sarebbe stato dimesso l'indomani) improvvisamente va in arresto respiratorio. L'equipe medica non capisce mentre i momenti sono drammatici e il bambino rischia di morire. A un certo punto un'infermiera, di nome F.V., originaria della bassa veronese e madre di due figli piccoli, ordina di somministrare il Naxolone, farmaco che inibisce la morfina e ne determina anche il dosaggio. Il medico si insospettisce ma si fida e conferma il dosaggio.

Il bambino si riprende e parte subito un'inchiesta interna all'azienda sanitaria; il neonato risulta positivo agli oppiacei, i quali non erano mai stati prescritti e che, soprattutto, non erano necessari visto lo stato di salute in cui si trovava.

Il neonato si trovava in cura ad un'altra infermiera che, dalle 21 alle 21:15, si era allontanata per necessità personali e al suo rientro aveva trovato la collega (che sarebbe poi stata arrestata) con in braccio il bambino. Il piccolo aveva il ciuccio in bocca, mentre quando l'infermiera si era allontanata non ce l'aveva. Non avendo buchi nelle braccia né in altre parti, la morfina è stata somministrata per via orale o nasale. La donna, inoltre, aveva parlato apertamente con le colleghe definendo quel bambino "rognoso".

La polizia che conduce le indagini non ha dubbi sul dolo da parte della donna, la quale è stata arrestata ieri non dicendo nulla e mostrandosi fredda. Le sono stati contestati i reati di lesioni aggravate e di cessione di sostanze stupefacenti.

Il bambino, italiano, è fortunatamente vivo, anche se non si sa se abbia subito dei danni causati dall'arresto respiratorio.