Cronaca

Si fingevano poliziotti ed estorcevano denaro agli automobilisti

Fermati due uomini e una donna a Garda: avevano distintivi e arnesi da scasso.

Si fingevano poliziotti ed estorcevano denaro agli automobilisti
Cronaca Garda, 12 Febbraio 2019 ore 16:59

Si fingevano poliziotti ed estorcevano denaro agli automobilisti. Fermati due uomini e una donna a Garda: avevano distintivi e arnesi da scasso.

Si fingevano poliziotti ed estorcevano denaro agli automobilisti

I Carabinieri della Stazione di Bardolino, con la collaborazione della Polizia Locale di Garda, hanno denunciato in stato di libertà due uomini e una donna, tutti già gravati da precedenti di polizia, per possesso di segni distintivi contraffatti, ricettazione, possesso ingiustificato di grimaldelli e porto di armi ed oggetti atti ad offendere.

Sabato il controllo

Nel primo pomeriggio di sabato, in viale San Carlo a Garda, una pattuglia del Comando Stazione di Bardolino con il supporto di una della Polizia Locale di Garda hanno fermato e sottoposto a controllo una vettura sospetta Fiat Punto di colore blu. All’atto del controllo tutti e i tre occupanti hanno palesato sin da subito un forte stato di agitazione che ha immediatamente insospettito gli operanti; in effetti, da un controllo alla banca dati in uso alle Forze di Polizia, sono emersi numerosi e specifici pregiudizi di polizia in materia di reati contro il patrimonio a carico dei tre.

Una valanga di precedenti penali

In particolare a carico del conducente figuravano precedenti per ricettazione, rapina, estorsione, furti in abitazione, evasione, possesso ingiustificato di grimaldelli, possesso di segni distintivi contraffatti, porto di armi od oggetti atti ad offendere; a carico del passeggero precedenti di polizia per ricettazione, furti in abitazione, evasione, falsità materiale commessa dal privato, lesioni, falsa attestazione a pubblico ufficiale, violazione di domicilio, possesso ingiustificato di grimaldelli, rapina, violenza sessuale, porto di armi od oggetti atti ad offendere; a carico della donna seduta sul sedile posteriore precedenti di polizia per furto aggravato.

Targa contraffatta

Dal controllo dei documenti di circolazione, inoltre, è emerso che sia la targa anteriore che quella posteriore erano state alterate; in particolare, era stato apposto del nastro adesivo in corrispondenza della seconda lettera, visivamente riproducente una “R” anziché la “P” della targa originaria. Il conducente, accortosi di quanto sopra, con mossa repentina ha staccato il nastro in argomento ma tale comportamento non è sfuggito agli operanti che hanno recuperato il nastro. Vista quest’azione e stanti le risultanze della banca dati circa i precedenti a carico degli occupanti, i Carabinieri e il personale della Polizia Locale hanno effettuato una perquisizione veicolare e personale nei loro confronti al fine di accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi o strumenti di effrazione.

Ecco cosa hanno trovato i militari

La perquisizione personale terminava con esito positivo per il solo passeggero anteriore poiché trovato in possesso di una pinza di metallo della lunghezza di 9 centimetri, occultata nella tasca sinistra della giacca mentre quella veicolare ha dato esito positivo per tutti gli occupanti. In particolare, in relazione alla posizione tenuta a bordo del veicolo al momento del controllo, sono stati rinvenuti nella pronta disponibilità del conducente poiché occultati nella tasca laterale dello sportello anteriore sinistro: un rotolo di nastro adesivo di colore nero, verosimilmente dello stesso tipo utilizzato per alterare le targhe; una torcia riposta sotto il sedile lato conducente e un binocolo di colore nero riposto nel portaoggetti vicino alla leva del cambio. Nella pronta disponibilità del passeggero anteriore sono state rinvenute una pinza taglia fili con manico di colore giallo della lunghezza di 10 centimetri, una pinza da elettricista a punta con manico colore nero della lunghezza di 20 centimetri, entrambe riposte nella tasca laterale dello sportello anteriore lato passeggero, una chiave inglese in metallo della lunghezza di 14 centimetri e un nastro isolante nero riposti nel portaoggetti lato passeggero anteriore.

I falsi distintivi

In corrispondenza della passeggera posteriore sono stati rinvenuti un cappello con visiera di colore blu riportante la scritta “Polizia” riposto nella tasca posteriore del sedile anteriore lato passeggero e sul sedile posteriore una giacca di colore grigio dotata di stemmi omerali riportanti scritta “Policija RH MUP” su ambo le maniche e una giacca mimetica completa di stellette militari cucite su bavero e scudetto con bandiera italiana appartenente all’esercito italiano. Inoltre, sotto il sedile posteriore della vettura sono state rinvenute una pistola a piombini di colore nero, alterata al fine di eliminare tappo rosso, riproducente Beretta 92FS, quale arma in suo alle forze dell’ordine, una pistola a salve modello AP92, di colore argento, cal. 8 mm, completa di caricatore provvisto di 8 colpi marca G.F.L. cal. 8mm, alterata al fine di eliminare tappo rosso e una paletta in uso a forze dell’ordine riportante logo riflettente “ Polizia Locale di Goito”.

Paletta rubata a luglio

Atteso il rinvenimento della paletta e del cappello riportante la scritta “Polizia” di cui sopra, gli operanti hanno esperito mirato accertamento presso il Comando Stazione Carabinieri di Goito volto ad verificare eventuali denunce sporte dal locale Comando Vigili, apprendendo che il furto di tali materiali era stato perpetrato nel mese di luglio 2018. Ulteriori accertamenti hanno inoltre permesso di appurare che la conoscenza tra i due uomini non risulta essere occasionale, come riferito dagli stessi in occasione del controllo, bensì datata nel tempo; basti pensare che, in ultimo, nel mese di dicembre sono stati controllati insieme a bordo del medesimo veicolo Fiat Punto; così come il rapporto tra uno dei due con la donna è risultato essere duraturo nel tempo poiché risultano essere conviventi.

Ecco come estorcevano denaro

Il conducente utilizzava un modus operandi molto subdolo poiché, fingendosi finanziere o poliziotto, intimava l’alt a ignari veicoli transitanti in zona. A quel punto, si qualificava come appartenente Forze di Polizia e poi, paventando infrazioni al Codice della Strada che avrebbero comportato il sequestro del mezzo, per evitare di procedere alla formale contestazione, induceva gli automobilisti a consegnargli denaro contante per la risoluzione bonaria dell’infrazione. Le taglie delle due divise rinvenute risultano corrispondenti alla struttura dei due controllati. Tenuto conto di quanto sopra, ritenendo estremamente probabile che i tre avessero intenzione concreta di commettere crimini analoghi, tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro, il veicolo sottoposto a fermo amministrativo poiché circolante con targhe alterate e i tre soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per i reati possesso di segni distintivi contraffatti, ricettazione, possesso ingiustificato di grimaldelli e porto di armi ed oggetti atti ad offendere.