Cronaca
Coinvolgimento

Sindacati dei Pensionati: "Serve l'accordo con i medici di famiglia per fare il vaccino a domicilio"

Il contributo dei medici di famiglia è fondamentale nella lotta alla pandemia.

Sindacati dei Pensionati: "Serve l'accordo con i medici di famiglia per fare il vaccino a domicilio"
Cronaca Verona Città, 09 Marzo 2021 ore 10:42

L’inserimento dei grandi anziani ultranovantenni e centenari nel calendario veneto delle vaccinazioni anti Covid è un risultato che i Sindacati dei Pensionati orgogliosamente rivendicano e che denota il ruolo propositivo che un sano confronto con le parti sociali può svolgere nella lotta alla pandemia.

Vaccinazione delle coorti

Da ieri, lunedì 8 marzo 2021, e per tappe settimanali successive il 15, 22 e il 29 marzo, verranno chiamate alla vaccinazione tutte le coorti di età degli ultra 84 anni, che sono stati i grandi esclusi dalla prima stesura del calendario vaccinale. I Segretari provinciali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Verona, Adriano Filice, Dino Andreone, Gianluigi Meggiolaro hanno affermato:

"Ora però bisogna fare di tutto per assicurare a queste persone, che sono le più fragili in assoluto, un servizio adeguato, che possa raggiungerle alla propria abitazione senza sottoporle a spostamenti disagevoli e rischiosi. Fondamentale in questo intento il coinvolgimento dei medici di base il cui contributo è già previsto e regolato previsto dal protocollo nazionale d’intesa del 21 febbraio scorso. In altre regioni i medici di base stanno già vaccinando, risultano pertanto incomprensibili e ingiustificabili gli intoppi che stanno caratterizzando l’applicazione di tale protocollo in Veneto. Invitiamo le parti al senso di responsabilità, in ballo c’è la salute di decine di decine di migliaia di anziani veronesi e veneti che possono essere raggiunti dal vaccino soltanto nella propria abitazione".

Assistenza domiciliare fondamentale

I Segretari provinciali di Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Verona hanno poi spiegato:

"Non è il momento delle polemiche: siamo da sempre sostenitori delle Usca, un servizio di assistenza domiciliare fondamentale, ma che non è mai realmente partito in Veneto, basti dire che non è stata mai chiarita la discrepanza tra i dati della Regione, che nella Delibera di Giunta numero 782 del 16 giugno 2020 dichiara per l’Ulss 9 Scaligera l’attivazione di 11 Usca su un totale di 19 programmate, e i dati della stessa Ulss9 che sul proprio sito continua a mostrare che le Usca operative sarebbero in realtà soltanto 5. Occorre dunque fare esercizio di realismo: con la terza ondata alle porte e una percentuale di dosi somministrate in Veneto al di sotto la media nazionale (il 75,5% di quelle consegnate contro una media nazionale dell’82,8% stando ai dati ministeriali aggiornati a questa mattina), il contributo dei medici di famiglia – dieci volte più numerosi dei medici di Usca – è fondamentale nella lotta alla pandemia".