Verona

Sindacato lavoratori Polizia Verona: “Agenti ai seggi al lavoro in condizioni pessime” FOTO

Battisti: "Ritengo che la Polizia del 2020 meriti un maggior rispetto, soprattutto se pensiamo che per giorni e giorni si è dibattuto sulle modalità di accesso degli elettori a causa dell'emergenza epidemiologica".

Sindacato lavoratori Polizia Verona: “Agenti ai seggi al lavoro in condizioni pessime” FOTO
Verona Città, 25 Settembre 2020 ore 18:10

Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia Verona (Siulp) ha inviato una lettera al Prefetto di Verona e al Questore.

Diverse segnalazioni

Il Segretario Provinciale del Siulp di Verona, Davide Battisti, ha inviato una lettera e le relative foto (FOTO A FINE ARTICOLO) al Prefetto di Verona e al Questore per portare alla luce la situazione che hanno dovuto vivere  alcuni agenti in servizio ai seggi in occasione delle elezioni. Nella lettera si legge:

“Mi vedo costretto a rivolgermi a Lei in qualità di Autorità politica di P.S. e, come tale, di massimo rappresentante territoriale del Governo. Ho atteso, prima di queste righe, la conclusione delle operazioni elettorali che i poliziotti in particolare, ma tutte le Forze dell’Ordine statuali, hanno – ancora una volta – permesso di poter essere esercitate nel pieno rispetto delle leggi democratiche, proprio per non prestarmi – nella veste di responsabile della maggior organizzazione sindacale del Comparto Sicurezza di Verona – a possibili strumentalizzazioni da parte di chi non attende altro, in questo delicato momento storico affrontato dal Paese, che gettare discredito sull’operato delle donne e degli uomini in divisa. Il mio riferimento a quest’ultimi non può che essere orgogliosamente entusiastico, attese le pessime condizioni di lavoro incontrate presso i seggi elettorali che Le andrò di seguito ad illustrare, degne di luoghi che poco hanno a che fare con la civiltà e che li hanno costretti ad ingurgitare i più aspri bocconi rispetto alla propria dignità umana, prima ancora che a quella professionale. Perché, signor Prefetto, quando un poliziotto viene comandato per 60/70 ore ininterrotte presso un plesso scolastico (molte volte delle quali è lo stesso dove, magari, studiano i propri figli), ha la piena consapevolezza di non poter essere accolto da una struttura ricettiva a 4 stelle, ma da lì ad essere considerato da chi ha (avrebbe!!!) il compito di organizzarne la permanenza, alla stregua di un animale (e forse nemmeno!), passa una bella differenza”.

Disorganizzazione…

La lettera prosegue:

“Così, la segreteria provinciale che mi pregio di rappresentare, ha, nelle ultime ore come non mai, ricevuto decine di segnalazioni in merito al non commentabile stato in cui sono stati consegnati i locali riservati alle FF.OO. E, quel che è peggio, il materiale lettereccio sul quale quest’ultimi avrebbero dovuto riposare. L’utilizzo della coniugazione condizionale s’impone, proprio perché molti di loro, nella due giorni elettorale, non hanno trovato modo, se non con alternative che credevamo appartenere a tempi ormai lontani, di chiudere gli occhi per qualche ora per essere vigili e pronti nell’arco del proprio turno di servizio. Ciò nonostante, grazie al senso di responsabilità che li contraddistingue, come ho avuto modo di evidenziarLe poc’anzi, hanno stretto i denti ed attraversato silenziosamente gli ispidi solchi tracciati dalla macchina della disorganizzazione”.

Serve maggiore rispetto

Il Segretario Provinciale del Siulp di Verona, Davide Battisti prosegue scrivendo:

“Orbene, ritengo personalmente, ma credo che su tale aspetto converrà, che la Polizia del 2020 meriti un maggior rispetto, soprattutto se pensiamo che per giorni e giorni si è dibattuto sulle modalità di accesso degli elettori a causa dell’emergenza epidemiologica in atto e, alla resa dei conti, sarà sorpreso di sapere che in diversi istituti scolastici non ci si sia accorti di alcuna differenza rispetto alle ultime votazioni, se non per qualche flacone di gel igienizzante sparso alla rinfusa. Così, nonostante la Questura avesse approntato un piano di precauzione per gli operatori di tutto rispetto (finanche pensando a fornire gli Agenti di maschere facciali, camici e guanti per l’eventuale contenimento di soggetti esagitati), una volta giunti sui luoghi che, di li a tre giorni, sarebbero divenuti il proprio luogo di lavoro oltre che di dimora, non è restato altro che rassegnarsi all’amara sorpresa. Non me ne Voglia se affermo che, nell’osservare alcuni scatti fotografici fattici pervenire e che ritengo doveroso allegarLe, sia stato colto da una forte sensazione di repulsione, credendo che certe condizioni potessero presentarsi, oggi giorno, soltanto in quei territori in cui, ahimè, la democrazia rappresenta unicamente una forma utopistica del pensiero umano. Ci eravamo raccomandati, nel corso di un’apposita riunione tenuta con il Questore di Verona, che fosse sottoposta alla Sua attenzione, proprio in considerazione delle imposizioni governative di contrasto alla diffusione del virus da Sars Cov-2, l’esigenza d’impiego di personale volontario della Protezione Civile o addetti del corpo militare della C.R.I. per procedere alla regolamentazione del flusso degli elettori, ma spiace aver riscontrato come anche tale aspetto sia stato con logica pilatesca disatteso e delegato ai poliziotti.
Esperienze che, avendo ampiamente travalicato i limiti della sopportabilità umana, mi inducono a credere che sia quanto mai indifferibile prevedere uno specifico protocollo d’intesa che riunisca, sotto le Sua egida, i Sindaci dei Comuni della Provincia, i vertici delle Forze dell’Ordine ed i rappresentanti dei lavoratori di categoria, e che possa individuare
per le future tornate elettorali, i criteri minimi che il materiale ed i locali affidati alle donne e uomini impegnati nel delicato servizio dovranno possedere, affinché possa essere garantita serenamente l’attività di vigilanza. Elementi che, in assenza di quanto appena accennato, stimo possano precludere la necessaria tranquillità e, con essa, la concreta possibilità di svolgimento del servizio con indubbie ripercussioni sull’intero sistema di sicurezza legato al voto e che, non esiteremo in futuro, qualora le cose non cambiassero, a stimolare nel personale che dovesse preventivamente contattarci”.

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