Davanti al municipio

Studenti comunisti manifestano a Verona: “Il Governo non tutela il diritto allo studio”

Secondo i dati Istat il 30% delle famiglie italiane non possono permettersi di avere tablet o c, il 30% delle famiglie non può permettersi una connessione internet stabile.

Verona Città, 28 Maggio 2020 ore 11:52

Un gruppo di studenti sta manifestando davanti a Palazzo Barbieri.

Manifestazione pacifica contro il Governo

Le videolezioni sono un fallimento”, è questo il grido degli studenti appartenenti all’organizzazione giovanile FGC, Fronte della Gioventù Comunista che, questa mattina, giovedì 28 maggio 2020 dalle 10.30 ha iniziato a manifestare pacificamente davanti al municipio di Verona.

Un grido di rabbia

Gli studenti, mentre reggono un grande lenzuolo con la scritta “Bocciamo il Ministro, non gli studenti”, urlano a gran voce:

“Siamo qui in Piazza Bra per manifestare contro un Governo classista, per manifestare contro un Governo che fa sì che il diritto allo studio non sia tutelato. Secondo i dati Istat il 30% delle famiglie italiane non possono permettersi di avere tablet o c, il 30% delle famiglie non può permettersi una connessione internet stabile. Ciò significa che decine di migliaia di nuclei di familiari sono prive della possibilità di far studiare i propri figli e le proprie figlie, questo è inaccettabile. Millantano di essere di sinistra ma questo Governo è contro il ceto popolare”.

La difficoltà di seguire le videolezioni

Gli studenti hanno rimarcato la difficoltà, da parte delle famiglie, di riuscire a seguire le videolezioni perché molti non sono in grado di permettersi una connessione internet stabile e di poter acquistare dei computer per i figli:

“Noi siamo i membri del FGC, Fronte della Gioventù Comunista, siamo tanto studenti universitari quanto studenti e studentesse di licei, di istituti professionali, di tutti coloro che studiano e che si vedono questo diritto negato. E’ inaccettabile che ci siano leggi e provvedimenti leggi campeggiati dal Ministro Azzolina che vadano in questa direzione. E’ scandaloso nei nostri confronti, di chi non può permettersi certi costi per lo studio, per chi non può permettersi un tablet e un pc per la famiglia. Sempre secondo dati Istat solo il 20% delle famiglie italiane può permettersi pc e tablet ad ogni singolo membro della propria famiglia. E’ impossibile, centinaia di migliaia di esclusi, tutti appartenenti alle fasce popolari, è inaccettabile”.

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