Riprende il servizio

Supporto psicologico emergenza Covid-19: 560 richieste di supporto in 4 mesi

Numerose, inoltre, le difficoltà di coppia emerse durante questi mesi di emergenza.

Supporto psicologico emergenza Covid-19: 560 richieste di supporto in 4 mesi
Verona Città, 10 Ottobre 2020 ore 12:11

Accanto all’emergenza sanitaria, la pandemia di Covid-19 ha comportato contemporaneamente un’altra emergenza più “subdola”, di carattere psicologico.

Il supporto dell’Ulss 9 Scaligera

Proprio per venire incontro alle difficoltà personali dei cittadini durante il lockdown, da marzo 2020 l’Ulss 9 Scaligera ha attivato un servizio di supporto psicologico telefonico per tutte le situazioni di ansia sul territorio della provincia di Verona, attività che è continuata ininterrottamente fino ad oggi. Dal 1 ottobre 2020, inoltre, con impegnativa del proprio medico di medicina generale, è nuovamente possibile la presa in carico negli studi del Servizio, in via Monte Novegno 4, previo appuntamento telefonico al numero 045/8344600.

I dati

Da marzo a giugno il Servizio di Psicologia Territoriale dell’ULSS 9 Scaligera, responsabile dottoressa Marcella Parise, attivo dal 2000 per psicoterapie brevi con impegnativa medica, ha ricevuto una notevole quantità di richieste di aiuto, in media 35 a settimana, con un lieve aumento durante la cosiddetta “Fase 2”, tra maggio e l’inizio di giugno. L’età delle persone che si sono rivolte al numero 045/8344600 va dai 20 ai 65 anni e il 70% delle richieste di supporto sono pervenute in particolare da parte di donne, per motivi di ansia e insonnia legati alla gestione della famiglia e dei figli, soprattutto se adolescenti.

Numerose, inoltre, le difficoltà di coppia emerse durante questi mesi di emergenza. Il restante 30% delle richieste di aiuto, con una leggera maggioranza di maschi, riguarda stati di depressione e ansia generalizzata, con angosce legate alla paura di morire e a quella di perdere il lavoro. Molte persone singole, sia maschi che femmine, infatti, hanno vissuto con grande angoscia la solitudine del lockdown e del lavoro in smart-working e molte di loro, ancora adesso, rimangono in casa per paura di ammalarsi e morire. Nella fase successiva, da giugno in poi, nonostante l’allentarsi delle misure restrittive a livello nazionale, il lavoro di supporto telefonico si è fatto più pressante e, anche oggi, il solo accenno da parte delle autorità e dei media di una nuova stretta per prevenire i contagi ha comportato un aumento delle richieste di aiuto. Una vera emergenza nell’emergenza che vede gli specialisti dell’ULSS 9 in prima linea per alleviare le sofferenze psicologiche della popolazione.

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