Il nuotatore Thomas Ceccon, reduce da un periodo di allenamento in Australia, ha sollevato una polemica riguardante le condizioni logistiche del Centro Federale di Verona.
Il conflitto tra nuoto d’élite e attività amatoriali
L’atleta, nato nel 2001 e già oro olimpico a Parigi, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Repubblica l’impossibilità di mantenere la concentrazione necessaria per i futuri impegni internazionali a causa della compresenza in vasca di utenti iscritti ai corsi di acquafitness.

“Non posso prepararmi per le Olimpiadi condividendo lo spazio con le signore dell’aquagym“
Ha affermato il campione veneto. Il nodo della questione risiede nella sovrapposizione degli orari mattutini presso la struttura di via Colonnello Galliano, dove il dorsista si allena sotto la guida del tecnico Alberto Burlina.
“Non voglio essere maleducato ma il loro programma prevede anche musica alta e mi deconcentra molto. Questa cosa va cambiata, non posso prepararmi così per Los Angeles 2028“.
Ha dichiarato Cecchon.
Il nuotatore ha sottolineato il divario tra le strutture d’eccellenza australiane e l’attuale organizzazione del polo veronese.
La replica del Centro Federale di Verona
La struttura ha risposto rapidamente. Roberto Cognonato, direttore del Centro e presidente del comitato federale veneto, ha confermato che esistono attività che si svolgono in contemporanea, ma ha assicurato che verrà effettuato un intervento tempestivo. Ha spiegato che, da quando Thomas è tornato dall’Australia, la gestione degli spazi e delle attività è in fase di riorganizzazione per garantire una preparazione adeguata in vista dei Giochi.
Il dirigente ha inoltre sottolineato che la sfida logistica è complessa, poiché il centro accoglie ogni giorno circa 400 utenti impegnati nei corsi, che devono condividere gli spazi con gli atleti di punta della nazionale, come Ceccon e Martinenghi.
Per quanto riguarda il futuro, la dirigenza della struttura ha fatto sapere che il confronto con lo staff dell’atleta e con la federazione è continuo per individuare soluzioni alle criticità. In particolare, la gestione della vasca da 25 metri, spesso necessaria per specifici carichi di lavoro, rappresenta l’aspetto più delicato della programmazione.
Cognonato ha comunque assicurato che una soluzione verrà trovata nel breve periodo, spiegando che, a partire dalla primavera, verrà pianificata una nuova organizzazione degli spazi per conciliare le diverse esigenze. L’obiettivo è separare chiaramente i flussi degli atleti di alto livello dalle attività amatoriali, così da permettere al nuotatore vicentino di proseguire la preparazione verso le prossime Olimpiadi senza interferenze.