A Verona prosegue il processo nei confronti di due ex poliziotti, Alessandro Migliore e Loris Colpini, accusati di tortura ai danni di persone fermate e portate in Questura.
I pubblici ministeri hanno chiesto condanne pesanti: 7 anni e 4 mesi per Migliore e 3 anni e 10 mesi per Colpini, a conferma della gravità delle accuse mosse nei loro confronti.

Le accuse
Le violenze contestate sono avvenute in un arco temporale compreso tra il luglio 2022 e il marzo 2023. I due agenti, all’epoca in servizio presso il Nucleo Volanti della Questura di Verona, sono stati arrestati (insieme ad altri colleghi) nel giugno 2023 a seguito di un’indagine condotta dalla stessa Polizia di Stato.
Gli agenti sono a processo, a vario titolo, per reati molto gravi che includono violenze fisiche gratuite (schiaffi, pugni e calci) ai danni di persone in stato di fermo, spesso soggetti fragili come senzatetto o cittadini stranieri, uso di spray urticante, umiliazioni e falsificazione di verbali.
Il processo è iniziato formalmente nel marzo 2024. Molte associazioni, tra cui Antigone e Avvocato di Strada, si sono costituite parte civile nel processo.
Prossime udienze e procedimento parallelo
Nel corso del processo sono stati mostrati filmati registrati dalle telecamere della stanza dei fermati della Questura di Verona, che documentano episodi di schiaffi e aggressioni.
Le violenze sembrano aver colpito in particolare persone in condizioni di fragilità, tra cui cittadini senza fissa dimora, tossicodipendenti e stranieri.
Il calendario del processo prevede una nuova udienza a febbraio. Nella stessa occasione sarà discussa anche un’udienza preliminare legata a un procedimento parallelo che coinvolge 16 agenti, accusati di tortura, lesioni, omessa denuncia di reato e falsità ideologica.
Il nuovo filone potrebbe ampliare ulteriormente le responsabilità emerse negli episodi già al centro del processo principale.