Verona

Traguardi: “Serve un accordo per l’uso delle biblioteche, non esistono studenti di serie A e B”

Il movimento civico chiede all'Ammanistrazione di formulare un accordo con l'Università di Verona.

Traguardi: “Serve un accordo per l’uso delle biblioteche, non esistono studenti di serie A e B”
Verona Città, 14 Ottobre 2020 ore 09:26

Se non studi nell’Università Scaligera non puoi avere accesso alle biblioteche.

Servono più servizi

Il movimento civico Traguardi torna a focalizzare l’attenzione sulle biblioteche e sulle problematiche che gli stessi vivono ogni giorno. La Biblioteca Civica a fine luglio ha riaperto le sue porte ai cittadini per studio e ricerca. In quel particolare momento si sentiva l’enorme esigenza di dare uno spazio agli studenti veronesi, non immatricolati all’Università di Verona, non potendo avere accesso alle biblioteche universitarie in città e nei quartieri.

Necessario un accordo

Ad oggi la situazione è la stessa: se non studi nell’Università Scaligera non puoi avere accesso alle biblioteche, se non soltanto a quella Civica. Beatrice Verzè, consigliere di Quinta Circoscrizione di Traguardi ha affermato:

“Comprendo le difficoltà del momento e comprendo quanto risulti complessa la gestione dei flussi, ma è altrettanto chiaro che tantissime studentesse e studenti veronesi non sono potuti rientrare nei propri atenei fuori dalle mura cittadine e già questo dovrebbe bastare per riflettere sulla necessità di un accordo tra Comune e Università di Verona, in modo da garantire in città e nei quartieri spazi alternativi e sufficienti per lo studio e la ricerca”.

Presentata una mozione

Verzè ha puntualizzato:

“Chi abita nei quartieri deve necessariamente recarsi in Centro per poter usufruire di un servizio, come quello della Biblioteca, che è presente e funziona, per esempio la Biblioteca ‘E. Meneghetti’ in Borgo Roma, ma che non gli viene concesso. Questo non è un danno soltanto per il singolo, ma anche per la vivibilità del quartiere, svuotato dai tantissimi studenti fuori sede che prima interagivano con il territorio, con le botteghe limitrofe all’Università e tutto l’indotto che ne derivava. Essere nella propria città, ma sentirsi estranei più qui che altrove è deprimente. Il diritto allo studio che viene parzialmente garantito è l’immagine di una politica che continua a perdere di vista le priorità per la ripresa della città e del Paese: giovani e istruzione. In Circoscrizione abbiamo presentato con i colleghi del Partito Democratico una mozione che chiedeva proprio di aprire un dialogo con l’Università, ma nulla si è ancora mosso. Continueremo dunque come Movimento Traguardi a chiedere all’Amministrazione uno sforzo in più, perché in gioco c’è il futuro delle nuove generazioni”.

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