Tutelare i beni

Unesco, Verona è tra le città firmatarie dell’appello al Governo

Numerosi i Comuni che chiedono dei sostegni concreti contro la crisi.

Unesco, Verona è tra le città firmatarie dell’appello al Governo
Verona Città, 18 Giugno 2020 ore 10:48

Il Patrimonio Mondiale alle prese con le conseguenze economiche della pandemia.

La richiesta di aiuto

Il Comune di Verona è fra gli enti firmatari della richiesta d’aiuto rivolta dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro Dario Franceschini, al presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco Franco Bernabè e ad Antonio Decaro, presidente dell’ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. I punti principali della richiesta d’aiuto prevedono sostegni economici ad hoc e una revisione dei criteri di erogazione delle risorse a disposizione degli Enti che gestiscono i siti del Patrimonio Mondiale Italiano.

Un appello da non sottovalutare

Si tratta di un vero e proprio appello, affinché possano continuare ad adempiere alle disposizioni della convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale adottata dall’Unesco nel 1972. Fra le richieste, sottoscritte dall’assessore al Bilancio e Rapporti con Unesco Francesca Toffali, anche la possibilità di attingere, quando disponibile, all’avanzo di amministrazione di parte libera e destinata, ma anche a quello vincolato, fornendo in questo modo, nei bilanci correnti dei Comuni, risorse sufficienti per coprire le mancate entrate nel periodo dell’emergenza, senza necessariamente prevedere ulteriori iniezioni di risorse. E, ancora, la possibilità di trattenere il gettito sull’Imposta Municipale Propria (IMU) destinato allo Stato e di stabilire una “soglia di solidarietà” al Fondo di Solidarietà Comunale oltre la quale bloccare il contributo dei singoli Comuni.

La possibilità di rientrare di eventuali disequilibri

Inoltre, la riduzione delle somme da destinare al Fondo Crediti di dubbia esigibilità (FCDE); la predisposizione di norme nazionali che permettano ai singoli Comuni, nel cui territorio insiste un sito del Patrimonio Mondiale, di rientrare di eventuali disequilibri di bilancio in un tempo congruo con la situazione (ad esempio 10 anni) e contrastare, in questo modo, il rischio di commissariamento. Un’attenzione particolare è rivolta a locatori e affittuari. Nell’appello di aiuto, infatti, è proposta una norma “blocca affitti”, che possa consentire la pace sociale tra locatori e locatari, dando certezza del diritto, evitando contenziosi e scongiurando, in contesti di pregio come quelli del Patrimonio Mondiale, azioni di speculazione finanziaria che snaturerebbero per sempre il volto dei nostri borghi e territori.

Una responsabilità grande

Infine, viene fatto presente che anche lo strumento del credito di imposta andrebbe potenziato per i locatori, estendendolo a tutto l’anno 2020 e allargandolo anche alle categorie catastali C/2(Magazzini e locali deposito), C/3 (Laboratori per arti e mestieri), D/2 (Alberghi e pensioni), A/10 Uffici e studi privati, oltre alle botteghe e negozi (C/1). L’assessore Toffali ha sottolineato:

I beni Unesco sono patrimonio dell’umanità, la responsabilità della loro tutela è grande, ma nessuno è più in grado di onorarla. Ci troviamo a contrastare una crisi economico-sociale straordinaria, di cui è ancora difficile definirne i contorni e, soprattutto, la dimensione delle conseguenze. Il Comune di Verona, fra gli enti componenti del direttivo dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, è tra i sostenitori di questa nuova ed importante richiesta di aiuto. Non si tratta di soluzioni differibili, ma di interventi urgenti, unica via possibile per dare ai Comuni le risorse necessarie per andare avanti. In altro modo, come per molti altri ambiti del servizio pubblico locale, come ben evidenziato nell’appello dell’associazione, non potremo garantire la salvaguardia dei beni Unesco. Si tratta di un valore storico-culturale che rende questo Paese unico al mondo e che, per questo, è responsabilità dell’intera Nazione preservare. Per far ripartire davvero il tessuto economico italiano, nazionale e locale, la volontà deve passare dalle parole ai fatti. Ci aspettiamo che da parte del Governo sia messo in atto un preciso programma di aiuto. Attendere non è davvero più possibile”.

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