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Verona 11esima in Europa per morti da polveri sottili, Segala: “Hanno usato dati del 2015”

"Gli studi e le classifiche sono importanti ma in questo caso danno una fotografia che genera un allarme ingiustificato".

Verona 11esima in Europa per morti da polveri sottili, Segala: “Hanno usato dati del 2015”
Cronaca Verona Città, 21 Gennaio 2021 ore 10:12

L’aria a Verona sembra essere ricca di inquinamento, questo secondo quanto emerge dallo “ Is Global Ranking”, lo studio che permette di conoscere il dato di inquinamento da Pm 2,5 e NO2 quindi delle polveri sottili e del biossido di azoto delle 1000 città europee. Peccato però che il Comune di Verona abbia sottolineato che, tali dati, si riferiscano al 2015 e non siano quindi attuali.

Verona all’11esimo posto

Secondo lo studio dell’Università di Utrecht, del Global Health Institute di Barcellona e del Tropical and Public Health Institute svizzero, pubblicato su The Lancet Planetary Health, il dato sull’inquinamento della Provincia di Verona è alto a tal punto da posizionarla all’11esimo posto. Secondo i dati dello studio, per il dato PM10 si registra un 25,9 µg/m3 mentre il No2 a 34,1.

Dati di certo allarmanti ma il Comune di Verona ribatte spiegando che il dato relativo a Verona (25,9 µg/m3 di Pm 2,5) non risulta conforme a quello rilasciato da Arpav, l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale.

I dati di Arpav

L’amministrazionee ribadisce che alla relazione regionale sulla qualità dell’Aria di Arpav, nel 2019 il livello di pm 2,5 a Verona è stato di 19 µg/m3, concentrazione media calcolata sui 356 campioni rilevati nell’arco dell’anno al Giarol, la centralina di riferimento per la nostra città. L’inquinamento da Pm 2,5 a Verona negli ultimi anni è calato costantemente. Nel 2015 la concentrazione media annua era di 26 µg/m3 (la centralina di riferimento era ancora al Cason), nel 2016 di 22 µg/m3, nel 2017 di 23 µg/m3, nel 2018 di 21 µg/m3. L’assessore con delega all’Ambiente Ilaria Segala spiega:

“Gli studi e le classifiche sono importanti ma in questo caso danno una fotografia che genera un allarme ingiustificato. I dati utilizzati non sono attuali, si basano su rilevamenti vecchi che non corrispondono alla realtà e pertanto sfalsano il risultato dell’algoritmo. Quella concetrazione di Pm 2,5 a Verona risale al 2015, e da allora sono in continuo e netto calo. Certo, molto resta ancora da fare ma molto si sta facendo prr migliorare la qualità dell’aria e la riduzione ne è la dimostrazione. Negli ultimi anni, grazie anche all’Accordo di Bacino Padano e al tavolo congiunto con le altre città, sono stati fatti numerosi passi in avanti. Condividiamo l’obiettivo della ricerca dell’Università di Utrecht, ossia sottolineare l’importanza di adottare dei valori limite sempre più bassi per ridurre la mortalità da inquinamento, ma per dimostrarlo non servono le esagerazioni”.

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