Vinitaly a Hong Kong, ma i vini italiani non sono ancora competitivi in Cina

Oltre 100 le imprese del vino tricolore impegnate negli 800mq del Padiglione Italia.

Vinitaly a Hong Kong, ma i vini italiani non sono ancora competitivi in Cina
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Il vino e l’olio italiano sono andati in scena all’International Wine & Spirits Fair di Hong Kong, la principale rassegna del settore nel Sud Est asiatico dall'8 al 10 novembre. Oltre 100 le imprese del vino tricolore sono state impegnate negli 800mq del Padiglione Italia - visitato anche dall’Ambasciatore d’Italia in Cina, Ettore Sequi - gestito dai due brand di Veronafiere, Vinitaly e Sol&Agrifood, in collaborazione con Ice. Una presenza, frutto del recente rinnovo dell’accordo di collaborazione tra la Spa veronese e l’Hong Kong Trade Development Council, per incentivare un mercato strategico ancora difficile per il Belpaese.

Hong Kong grande mercato, ma l'Italia è ancora indietro

Per il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «Hong Kong è il 7° buyer di vino al mondo con quasi 1,4 miliardi di euro importati lo scorso anno. Se per la Francia questo è un mercato di riferimento fondamentale con un valore dell’export a 809 milioni di euro, per noi rappresenta solo la 25^ destinazione, a 39 milioni di euro. In pratica, a parità di valore, l’Italia vende 1 bottiglia ogni 20 commercializzate dai cugini transalpini. Siamo convinti che occorra ripensare a una strategia comune diversa e vincente per l’Asia, a partire da una piazza chiave che è sia hub di riesportazione (per il 40%) sia sempre più una centrale fondamentale di consumo nell’horeca».

Trend dei primi 9 mesi per nulla buono

Ancora più pesante, secondo l’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor su base doganale, è il trend nei primi 9 mesi di quest’anno, con un -17,4% a valore per il Belpaese a fronte di una ulteriore crescita della Francia (+6,9%) e di una pausa di riflessione della domanda globale di vino della regione amministrativa speciale cinese (+0,6%). «Da sempre lavoriamo bene sia con le istituzioni che con le aziende italiane – ha aggiunto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. Ora però, qui come in tutta l’Asia, è arrivato il momento di fare massa critica tutti insieme per far capire veramente che cos’è l’Italia e il nostro vino. Accanto al business – ha concluso Danese – crediamo si debba lavorare tanto in formazione, e su questa direttrice ci stiamo impegnando da tempo, con la Vinitaly international Academy, che conta solo in Asia 59 wine ambassador, e con alcuni accordi che stiamo perfezionando sul fronte dell’incoming enoturistico e della fidelizzazione alla cultura vinicola presso il circuito universitario cinese».

Tre giorni di degustazioni di prodotti doc

Nel corso della tre giorni, degustazioni sulle doc di decine di territori italiani: dal Montepulciano all’Etna, dalla Valpolicella e dall’Amarone ai grandi piemontesi, dai vini dell’Alto Adige a quelli dell’Emilia Romagna. In vetrina al Padiglione Italia dell’Hong Kong International Wine & Spirits Fair anche un’altra eccellenza del made in Italy, l’olio extra vergine di oliva, che sarà protagonista del Sol Intl’EVO Oil Show con un programma di degustazioni guidate da Marino Giorgetti, agronomo esperto nel campo dell'analisi sensoriale dell'olio e capo-panel del Concorso Oleario Internazionale Sol d'Oro. I tre tasting giornalieri in calendario rappresentano un vero e proprio percorso di formazione dedicato ai buyer cinesi, che potranno anche incontrare i produttori durante le sessioni dedicate al b2b.

International Wine & Spirits Fair di Hong Kong

Con quasi 20mila buyer registrati nel 2017 e una superficie di circa 18mila metri quadrati, l’International Wine & Spirits Fair di Hong Kong è uno dei principali appuntamenti per il business del vino in Asia, che quest’anno giunge alla sua 11^ edizione con oltre 1000 aziende espositrici da 33 Paesi diversi.

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