Violenza psicologica donne: evento e cortometraggio in Gran Guardia per riconoscerla

Una manifestazione organizzata dalla Consulta delle Associazioni Femminili di Verona e dall’Assessorato alle Pari Opportunità.

Violenza psicologica donne: evento e cortometraggio in Gran Guardia per riconoscerla
Verona Città, 25 Novembre 2019 ore 09:58

Violenza psicologica donne: evento e cortometraggio in Gran Guardia per riconoscerla.

Violenza psicologica: un evento ed un cortometraggio per riconoscerla

Mercoledì 27 novembre, alle ore 16:30, nella Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia di Verona, si terrà l’evento “Violenza psicologica. Riconoscerla e difendersi”, co-organizzato dalla Consulta delle Associazioni Femminili di Verona e dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona nell’ambito delle iniziative promosse dall’Assessorato per la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’incontro, accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Verona, è aperto al pubblico e vedrà la partecipazione di Fabio Roia, Magistrato Tribunale di Milano, Cinzia Mammoliti, Criminologa, Ivana Petricca, Questore di Verona e Silvia Belloni, Avvocatessa e Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Milano. La conferenza, moderata dal giornalista Enrico Giardini, vuole essere un’occasione per affrontare il tema della violenza psicologica in tutte le sue sfaccettature e individuare soluzioni volte a riconoscerla e difendersi.

Violenza invisibile, il corto sulla storia di Giovanna

L’incontro prevede la proiezione del cortometraggio “Violenza invisibile”, ideato e scritto dalla giornalista e regista Alessia Bottone, già autrice di “Ieri come oggi. Storie di conciliazione lavoro-famiglia” e Michele Velludo, Il cortometraggio ambientato e prodotto a Verona, ispirato al libro di Bruna Colacicco “Eppure sono lieve” (Manni editore), descrive la storia di Giovanna, donna sposata con figli vittima di violenza psicologica la quale si trova ad affrontare un percorso di consapevolezza dopo anni di maltrattamenti subiti dal marito. Il docu-film comprende due interviste: Franca Consorte, psicologa di Verona, e Cinzia Mammoliti, criminologa di Milano volte ad analizzare il tema da un punto di vista tecnico, definire la figura del maltrattante e della vittima oltre agli effetti della violenza assistita sui figli.

“Ho cercato di portare in scena le devastanti conseguenze della violenza psicologica oltre alle laceranti ferite scolpite nel cuore di coloro che la subiscono– racconta la regista del cortometraggio Alessia Bottone – Giovanna, la protagonista del cortometraggio, interpretata dall’attrice veronese Rita Colantonio, è una donna che all’apparenza vive un’esistenza appagante, si muove per la città allegra e fiduciosa. Il suo comportamento muta nel momento in cui rientra a casa – prosegue Bottone-. Giovanna vive con ansia l’attesa del marito. Ha paura di tutto perché tutto quello che fa è sbagliato agli occhi del marito e ogni piccolo errore darà seguito a giorni di silenzi e maltrattamenti. In quei minuti i suoi flashback e i suoi pensieri si intrecciano a quelli delle amiche che tentano di aiutarla e, mano a mano, riesamina il suo vissuto e la sua condizione. Un percorso di consapevolezza che segna un punto di non ritorno e l’inizio di una nuova vita”.

“La violenza psicologica, essendo invisibile in quanto non porta con sé i lividi e i segni dell’aggressione, è molto più subdola e difficilmente riconoscibile, perché agisce sulla psiche con le parole e con il silenzio e procura molti più danni di quella fisica in quanto la vittima arriva a negare ciò che le sta realmente accadendo”, spiega la psicologa Franca Consorte.

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