Coldiretti

Voucher agricolo “semplificato” per la vendemmia, Coldiretti: “Nel Veronese 5.300 posti di lavoro disponibili”

La previsione di Coldiretti Verona in base ai dati delle assunzioni relative all’anno scorso nel periodo di settembre dedicato ai lavori nei vigneti.

Voucher agricolo “semplificato” per la vendemmia, Coldiretti: “Nel Veronese 5.300 posti di lavoro disponibili”
Verona Città, 22 Luglio 2020 ore 16:15

Basterebbe una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne.

Un’opportunità da cogliere

Almeno 5.300 posti di lavoro occasionali tra le vigne nella provincia veronese, 11mila in Veneto, potrebbero essere disponibili per la vendemmia alle porte con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. E’ quanto prevede Coldiretti Verona in base ai dati delle assunzioni relative all’anno scorso nel periodo di settembre dedicato ai lavori nei vigneti. In prevalenza si tratta di manodopera stagionale straniera (60%) e italiana per la restante parte.

Il ritrovato interesse per il lavoro nelle campagne

“Dopo essere stato snobbato per decenni si registra infatti – sottolinea la Coldiretti – un crescente interesse degli italiani per il lavoro nelle campagne anche per la situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici che va accompagnato con misure per la semplificazione ed il contenimento del costo del lavoro che consenta di competere con Paesi come Francia e Spagna che godono di situazioni più favorevoli”.

E ancora

“Con l’abrogazione della disciplina del voucher il sistema agricolo – continua la Coldiretti – è stato doppiamente penalizzato in quanto, se da una parte non si riscontravano nel settore indizi di abnorme e fraudolento utilizzo da dover correggere, dall’altra certamente l’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi è irrimediabilmente andato perduto. Un danno pesante per il vino dove a partire dalla data del 19 agosto 2008, prevista dalla circolare Inps per il rilascio dei primi buoni, è iniziata, sotto il pressing della Coldiretti, per la prima volta in Italia, la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia nei vigneti e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati.

L’invito del presidente Prandini

Dopo una rapida crescita iniziale nel tempo si è verificata una sostanziale stabilizzazione dei voucher venduti a livello nazionale dove la Coldiretti stima che nell’ultimo anno prima dell’abrogazione siano stati impiegati circa 1,3 milioni di voucher solo per la vendemmia, ora praticamente azzerati con l’entrata in vigore della nuova normativa.

“L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia”, ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, sottolineando che il “Parlamento e il Governo hanno il dovere di ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e, dall’altra, generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati”.

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