Troppe segnalazioni

Zaia preoccupato per il rischio reinfezione: “La festa della liberazione non funziona”

"Non ho nulla contro i comportamenti umani ma contro coloro che non rispettano neanche le minime regole" afferma il presidente.

Zaia preoccupato per il rischio reinfezione: “La festa della liberazione non funziona”
30 Giugno 2020 ore 15:18

Ospite del punto stampa di oggi, artedì 30 giugno 2020, il dott. Diego Ponzin, direttore sanitario della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto.

Il bollettino

Il bollettino di oggi prevede 958.434 tamponi effettuati, (+7813 rispetto a ieri). I positivi sono 19.286 (+8) mentre in isolamento ci sono 746 persone (+35). I ricoverati sono 192, di cui 21 positivi. Solo 10 in terapia intensiva. Morti 2.012, dimessi 3.583. Nati 89.

Alcune considerazioni sui positivi

Il Presidente inizia con una descrizione dei positivi, ben 8:

“Continuiamo ad avere la preoccupazione per la reinfezione: ci sono 5 ricoverati in più e 35 persone in isolamento in più, oltre ad 8 positivi. Tra i positivi, c’è una coppia di 85 anni, una signora di 90 in una casa di riposo di San Pio X di Cordignano in cui c’è ancora un focolaio attivo. Ci sono anche madre e figlio stranieri residenti a Vicenza di 24 anni e 3 mesi, entrambi positivi. Un ricoverato ha 39 anni e si trova a Padova con sintomi lievi e infine un signore di Bergamo di 72 anni ricoverato a Borgo Trento.”

Notizie poco rassicuranti dalla Cina

Massima attenzione, quindi, anche a causa dei dati che arrivano dalla Cina su un cambiamento del virus, stavolta annidatosi nel maiale:

“La Festa della Liberazione non funziona: la sanità del Veneto ha consegnato una macchina tagliandata ai veneti. Sarà che c’è meno virulenza ma a differenza di febbraio/marzo l’assembramento viene spontaneo: non ho nulla contro i comportamenti umani ma contro coloro che non rispettano neanche le minime regole. Questi dati non sono buoni: statisticamente è un fatto isolato ma per me, in una condizione ottimale, non ci deve stare. Siamo davanti ad una bestia terribile: dopo Vo’, Dolo, Limena è arrivato a Venezia dove se ne è andato senza disturbare. Dalla Cina ci arriva la notizia che c’è una variante del virus del pipistrello che ha dato sintomi influenzali nel maiale (ospite intermedio) trasmissibile all’uomo: qui c’è poco da scherzare.

Ci troviamo quindi in una fase diversa:

“Io sono per il punto di equilibrio: non siamo più nella fase due ma nella fase limbo in cui ognuno di noi deciderà se andare allo schianto o salvare la vita sua e degli altri cittadini.”

Il piano per la reinfezione verrà presentato a fine luglio ma “è come tirare fuori i carri armati”, motivo per cui si fa affidamento al buon senso. Il modello matematico conferma l’andamento però non si può ancora capire se da qui a 10 giorni ci saranno di nuovo le code davanti agli ospedali: nessuno può fare previsioni di questo tipo. 

L’intervento del dottor Ponzin

Fondazione Banca degli Occhi del Veneto è una delle eccellenze a livello nazionale e internazionale. Il dott. Ponzin racconta che:

“Il Veneto risponde di più della metà dei trapianti di cornea con cornee che vengono donate in Veneto o Friuli. E’ un mondo in cui cercare di restituire la vista, assicurando il massimo della sicurezza. Dal momento del primo focolaio, a fine febbraio, sono stati emesse almeno 60 tra documenti e direttive. Ci siamo trovati di fronte ad un grande problema perché la donazione è un atto gratuito e solidale ma non avevamo la possibilità di mandare i tessuti per i trapianti: questo ha creato decisioni importanti. La prima è che il Veneto ha creato dei percorsi Covid free negli ospedali per effettuare gli interventi, la seconda è stata quella di raccogliere un messaggio di considerare l’emergenza del donatore, ovvero il fatto che la donazione di un organo ha una durata limitata (poche settimane per la cornea): il 21 aprile 2020 sono ripartiti i trapianti e via via anche le altre regioni sono ripartite.”

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