Successo musicale

Bilancio “Mozart a Verona 2026”: affluenza all’80% per la settima edizione

Il festival diffuso dedicato al genio salisburghese chiude con un’ampia partecipazione di pubblico e un focus sull'universo femminile

Bilancio “Mozart a Verona 2026”: affluenza all’80% per la settima edizione

Il festival Mozart a Verona ha concluso la sua settima edizione registrando un’affluenza media dell’80%. La rassegna, svoltasi a gennaio 2026, ha interessato 19 luoghi della città e della provincia, consolidando la collaborazione tra i quattro enti fondatori: Comune di Verona, Fondazione Cariverona, Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena di Verona.

Sotto la direzione artistica di Michele Magnabosco, l’evento ha proposto un palinsesto capace di attrarre pubblici diversi per età, sensibilità e interessi. La manifestazione ha abitato spazi diversificati: dalla Sala Maffeiana alla Biblioteca Capitolare, fino a sedi come il Museo degli Affreschi e la Chiesa di San Tomaso Cantuariense.

Il tema dell’edizione 2026: il contributo delle figure femminili

Dopo l’omaggio ad Antonio Salieri dell’anno precedente, l’edizione attuale è stata dedicata alle esponenti del mondo della cultura, dell’arte e della storia. Il fulcro della riflessione è stata la figura di Maria Anna “Nannerl” Mozart, nel 275° anniversario della nascita. Questo filone ha permesso di approfondire la ricerca storica attraverso conferenze, spettacoli di danza come “Il regno capovolto” e concerti di musica contemporanea con opere inedite composte da autrici italiane e straniere espressamente scritte per la rassegna.

Via Roma a Verona

Il festival ha puntato sull’ibridazione dei generi per intercettare nuovi spettatori. Il concerto “Classic in Jazz – Mozart & Swing” del 9 gennaio ha registrato il tutto esaurito, dimostrando l’efficacia del dialogo tra il classicismo e le sonorità moderne. Particolare attenzione è stata riservata alla popolazione giovanile, con eventi che hanno visto protagonisti gli studenti del Liceo Musicale “Carlo Montanari” e i partecipanti al contest “Mozart e Salieri GOT TALENT”.

Memoria storica e collaborazioni istituzionali

Per la prima volta, la kermesse ha inserito in programma un evento per la Giornata della Memoria, ospitando nella Chiesa di San Domenico al Corso la testimonianza di Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco. L’Assessora alla cultura Marta Ugolini ha definito la rassegna un “laboratorio di innovazione culturale“, evidenziando come il successo confermi la bontà della scelta inclusiva di far uscire la cultura dai circuiti tradizionali per abitare l’intero territorio.

“La varietà, quando si accompagna ad un alto profilo qualitativo, non può che dare buoni frutti”.

Dichiara il Direttore Artistico Michele Magnabosco.

Il progetto ha coinvolto 24 partner culturali, trasformando il mese più freddo dell’anno in un periodo di ascolto condiviso. Tra i risultati più rilevanti, la Fondazione Arena ha riportato oltre 5.000 presenze complessive attraverso iniziative come il “Don Giovanni” e il progetto “Arena Young”. Per consultare il programma completo è disponibile il sito ufficiale.