Cultura
Verona

Inaugurata la nuova casa-museo Palazzo Maffei

Inaugurata la nuova casa-museo Palazzo Maffei
Cultura Verona Città, 14 Febbraio 2020 ore 15:00

Inaugurata la nuova casa-museo nel cuore pulsante della città di Verona.

Inaugurata la nuova casa-museo Palazzo Maffei

Sì tratta di un'affascinante casa-museo che diventerà ben presto un nuovo punto di riferimento per gli amanti dell'arte. E' stata presentata in anteprima oggi e inaugurata per la stampa la nuova casa-museo a Verona, Palazzo Maffei che oggi, venerdì 14 febbraio 2020, giornata di San Valentino, sembra proprio una coincidenza il voler unire la giornata dedicata agli innamorati con il gesto d'amore di Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro di aprire le porte ai cittadini che potranno ammirare la sua collezione frutto di oltre 50 anni di passione come collezionista. Si tratta di un percorso eclettico tra capolavori e curiosità che attraversano più di cinque secoli, accomunati da una caleidoscopica passione collezionistica.

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L'apertura al pubblico

Inaugurata a Verona nel cuore della città, da domani, 15 febbraio 2020, data di apertura al pubblico, vi sarà una nuova eccellenza culturale. Un evento importante sotto tanti profili. Da un lato il restauro completo di uno dei più scenografici e noti palazzi seicenteschi della città, Palazzo Maffei, quinta suggestiva di Piazza delle Erbe, con la sua facciata barocca ora risplendente, l'imponente scalone elicoidale autoportante, gli stucchi e le pitture murali del piano nobile; dall'altro una raccolta d'arte di grande interesse che spazia dalla fine del Trecento fino ad oggi, frutto di oltre cinquant'anni di passione collezionistico dell'imprenditore Luigi Carlon. Il risultato è l'apertura di "Palazzo Maffei - Casa Museo", un'iniziativa culturale promossa da Luigi Carlon, collezionista veronese, su progetto architettonico e allestitivo dello studio Baldessari e Baldessari e da un'idea museografica di Gabriella Belli, con contributi scientifici di Valerio Terraroli e Enrico Maria Guzzo.

Il percorso da scoprire

La proposta e il percorso sono sorprendenti, con oltre 350 opere, tra cui quasi 200 dipinti, una ventina di sculture, disegni e un'importante selezione di oggetti d’arte applicata (mobili d'epoca, vetri antichi, ceramiche rinascimentali e maioliche sei-settecentesche, ma anche argenti, avori, manufatti lignei, pezzi d'arte orientale, rari volumi) e con una scelta espositiva dalla "doppia anima".

Nella prima parte, connotata dagli affacci sulla piazza, si privilegia il dialogo con gli ambienti del piano nobile del palazzo a ricreare l'atmosfera di una dimora privata, ma anche il senso di una wunderkammer e di una sintesi tra le arti, con nuclei tematici d'arte antica in cui irrompe all'improvviso il dialogo con la modernità; nella seconda parte, dedicata al Novecento e all'arte contemporanea, si è invece voluta creare una vera e propria galleria museale, ove spiccano molti capolavori, si scorge la passione per il Futurismo e la Metafisica e s'incontrano alcuni dei massimi artisti del XX secolo: Boccioni, Balla,Severini, ma anche Picasso e Braque; de Chirico, Casorati e Morandi accanto a Magritte, Max Ernst, Duchamp. E ancora Afro, Vedova, Fontana, Burri, Tancredi, De Dominicis, Manzoni e molti altri.

Una raccolta di racconti di vita

Per Luigi Carlon, Cavaliere del Lavoro, le opere raccolte negli anni sono racconti di vita, gesti d'amore, testimonianze di quella sensibilità unica e singolare che egli ha colto negli artisti fin da giovane
e dalla quale è stato affascinato e colpito. La collezione contiene molti nuclei significativi, che testimoniano l’organicità delle acquisizioni, mentre l’interesse per la storia artistica veronese rappresenta un elemento di forte valore identitaria odella raccolta d’arte antica che vanta una sorta di compendio di storia dell’arte del territorio scaligero, con opere tra gli altri di Altichiero e Liberale da Verona, Nicolò Giolfino, Zenone Veronese, Bonifacio de’ Pitati, Antonio e Giovanni Badile, Felice Brusasorci, Jacopo Ligozzi, Alessandro Turchi, Marc’Antonio Bassetti, Antonio Balestra, Giambettino Cignaroli.

Un patrimonio d'arte

Dalla visione privata, dall'intimo della residenza quotidiana, questo patrimonio d'arte diventa ora ricchezza condivisa con la città e con il pubblico, in un edificio fortemente simbolico come è appunto Palazzo Maffei, il cui nucleo originario tardo-medievale sorge nell’area del Capitolium, il complesso votivo dedicato alla Triade Capitolina,
costruito quando Verona divenne municipio romano (49 a.C.), di cui nei sotterranei del palazzo restano ancora le evidenze. Oltre il portone di Palazzo Maffei, inizia ora una nuova avventura dell'arte: si apre uno scrigno, si racconta una passione.

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