Cultura
Verona

L’antenna di Guglielmo Marconi esposta a Palazzo Barbieri

A custodire il prezioso simbolo il Museo della radio di Verona che ora, per più di un mese, l’ha messo a disposizione di appassionati e turisti nel centro della città.

L’antenna di Guglielmo Marconi esposta a Palazzo Barbieri
Cultura Verona Città, 20 Dicembre 2021 ore 16:03

L'icona più importante delle comunicazioni nel terzo millennio da oggi è in mostra nel pronao di Palazzo Barbieri. E' stata infatti posizionata questa mattina, lunedì 20 dicembre 2021 l’antenna dalla quale il premio Nobel Guglielmo Marconi fece partire le prime onde elettromagnetiche.

L’antenna di Guglielmo Marconi esposta a Palazzo Barbieri

Fino a fine gennaio 2022 si potrà dunque ammirare il simbolo della comunicazione tecnologica che, negli anni, si è sempre più evoluto fino all’attuale Wifi. A custodire il prezioso simbolo il Museo della radio di Verona che ora, per più di un mese, l’ha messo a disposizione di curiosi, appassionati e turisti nel centro della città. Sul supporto dell’antenna e sul cancelletto davanti al pronao sono stati posti due QR Code che, se inquadrati con telefono cellulare o tablet, permettono di ascoltare un messaggio registrato dalla figlia di Gulglielmo Marconi, la principessa Elettra.

La stessa Elettra è intervenuta per un saluto telefonico questa mattina all’inaugurazione fatta dall’assessore alla Smart city e Innovazione tecnologica Francesca Toffali, dalla consigliera comunale Paola Bressan, dal presidente del Museo della radio Francesco Chiantera e dal fondatore Alberto Chiantera. È inoltre intervenuta la classe 5^ della scuola primaria dell’Istituto Seghetti.

Ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione il Museo della radio per averci dato la possibilità di esporre l’antenna – ha detto l’assessore Toffali -. Credo che sia importante scoprire quale sia l’origine delle nostre telecomunicazioni, tanto utilizzate, a volte anche fin troppo. Tutto però è iniziato da questa antenna, è un’importante occasione per tutti avere la possibilità di ammirarla”.