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Verona

Riaprono le porte del Camploy: da ottobre ad aprile il meglio della scena artistica contemporanea

Nonostante le capienze ancora ridotte al 50% verrà presentato un cartellone di altissimo livello grazie alla preziosa collaborazione di Arteven.

Riaprono le porte del Camploy: da ottobre ad aprile il meglio della scena artistica contemporanea
Cultura Verona Città, 07 Ottobre 2021 ore 18:22

Emma Dante, Elio Germano, Isabella Ragonese, Marco D’Agostini e Virgilio Sieni sono solo alcuni dei protagonisti dell’inverno scaligero.

Riaprono le porte del Camploy

Il meglio del teatro e della danza contemporanea sta per tornare a Verona. Il teatro Camploy riapre ufficialmente le sue porte per la nuova edizione di ‘Verona L’altro Teatro’, la storica rassegna dedicata ai nuovi linguaggi artistici realizzata dal Comune di Verona in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Arteven.

Sono ben 14 i titoli inseriti nel cartellone principale a cui si aggiungono 12 proposte presentate dalle realtà del territorio ‘Professione Spettacolo Verona’. Capienza al 50 per cento e green pass sono i lasciapassare per tornare a vedere gli spettacoli dal vivo al chiuso. Una stagione che va da ottobre ad aprile, una programmazione lunga, come succedeva preCovid, nel segno della speranza e della volontà di tornare alla normalità. I biglietti sono in prevendita da lunedì 11 ottobre al Box Office e sul sito. I prezzi sono calmierati, alla portata di tutte le tasche.

Tre le sezioni del cartellone, la prima ‘L’Altro Dante’. L’inaugurazione, infatti, è dedicata al Sommo Poeta, riletto da artisti della scena contemporanea. Il 21 e 22 ottobre Chiara Guidi, fondatrice di Societas, la più importante compagnia di ricerca italiana, darà voce e suono ai versi danteschi grazie al violoncello di Francesco Guerri. ‘Esercizi per voce e violoncello sulla Divina Commedia’ proporrà una serata sull’Inferno e un’altra sul Purgatorio. Quest’ultima arricchita anche dalla partecipazione di un coro poetico formato dagli studenti dell’Università di Verona.

Il 18 novembre ‘Frammenti Divini di un Viaggio all’Inferno’ porterà la tradizione teatrale abbinata alla danza kathakali. Il 2 dicembre, con ‘Per me si va’, Mario Perrotta e Valeria Raimondi di Babilonia Teatri offriranno un'insolita versione di due canti della Divina Commedia tradotti in dialetto salentino e veronese. Mentre sarà il gesto puro di Virgilio Sieni a chiudere il cerchio il 17 dicembre, portando gli spettatori in un ‘Paradiso’ dominato dal verde della natura.

La programmazione

La programmazione proseguirà a gennaio con il teatro per la sezione ‘Interni disordinari’. Il 14 gennaio Babilonia Teatri porterà in scena ‘Mulinobianco’, i figli dei due registi-autori Enrico Castellani e Valeria Raimondi daranno al pubblico un toccante sguardo sul mondo di oggi.

Il 20 gennaio la più importante drammaturga italiana vivente, Lucia Calamaro, porterà in scena Isabella Ragonese con ‘Da lontano’, intenso ritratto di un rapporto tra madre e figlia. Il 4 febbraio sarà la volta di Leonardo Lidi, uno dei più promettenti e innovativi giovani artisti italiani, con la sua versione del classico ‘Lo Zoo di vetro’ di Tennessee Williams, protagonisti Tindaro Granata e Mariangela Granelli. Cavallo di battaglia per Mario Perrotta, con la consulenza drammaturgica di Massimo Recalcati, nello spettacolo ‘In nome del padre’ in scena il 12 febbraio. Il 3 marzo tornerà invece a Verona una grande protagonista della scena contemporanea. Emma Dante dirigerà la sua ‘Misericordia’, un autentico capolavoro dove, per l’ennesima volta nelle sue opere, la marginalità umana diventerà poesia. A chiudere la sezione teatrale, il 9 aprile, sarà ‘Così è (O mi pare)’, curata da Elio Germano, in veste di attore e regista. Lo spettacolo sarà visibile attraverso visori e realtà aumentata, ecco perché ci saranno due repliche ad orari differenziati. Oltre alle novità, il 12 novembre verrà recuperato ‘Sulla morte senza esagerare’ del Teatro dei Gordi, previsto nella programmazione 2019/2020.

‘Corpo a corpo’ sarà le sezione dedicata alla danza

Tre le serate, la prima con il trevigiano Marco D’Agostin che sarà Nigel Charnock, il 18 febbraio. Seguiranno il bellunese Mattia Cason, vincitore dell’ultimo Premio Scenario, con il mito di Alessandro Magno in ‘Le Etiopiche’ in scena l’11 marzo, e, infine, la veronese Camilla Monga con le musiche della “Morte del cigno” e delle “Variazioni Goldberg” il 1° aprile.

Il Teatro Camploy ospiterà inoltre le compagnie di PSV Professione Spettacolo Verona con 12 appuntamenti. Protagonisti Casa Shakespeare, Ippogrifo, Mitmacher, Teatro Scientifico, EXP e Modus, per la danza Diversamente in Danza, Nuova Soledarte, Foov Dance Company e Arte3 e, con un progetto di contaminazione cinematografica, Punto in movimento.

A illustrare il programma, questa mattina in diretta streaming, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore artistico Carlo Mangolini e il direttore di Arteven Pierluca Donin.

“La contemporaneità è il linguaggio dei giovani, obiettivo è offrire loro una proposta culturale di spessore – afferma Briani –. E’ un programma a cui teniamo molto perché rappresenta per il pubblico e per gli artisti il ritorno nei teatri al chiuso. Nonostante le capienze ancora ridotte al 50%, che presto ci auguriamo potranno essere aumentate, presentiamo un cartellone di altissimo livello grazie alla preziosa collaborazione di Arteven. Per tutto inverno si alterneranno nomi e proposte culturali che sono il meglio della scena contemporanea nazionale. Un programma importante, che ci riporta alle migliori stagioni pre-pandemia, sia per la qualità delle proposte e sia per l’impianto progettuale voluto dal direttore artistico Mangolini”.

“Un programma che mi rappresenta a pieno – sottolina Mangolini - e che corre lungo tre assi di riflessione: le celebrazioni dantesche da un lato, il momento storico che stiamo attraversando e che ci ha messo si fronte a limiti e opportunità dall’altro. Infine la complessa mappa dei rapporti e delle situazioni che le chiusure forzate hanno fatto esplodere, nelle varie forme di relazioni interpersonali, mettendo in risalto fragilità e facendo vacillare anche le certezze più incrollabili. Per la danza invece la scelta è ricaduta su un ‘corpo a corpo’ tra artisti del presente e memorie del passato, rappresentate da pezzi di repertorio, da miti ispiratori o da personaggi storici che oggi ci parlano con ancora più forza di un tempo. Il risultato di queste scelte si traduce in un mix di generi e linguaggi che mi auguro sapranno emozionare ma anche sorprendere il pubblico”.

“Questa partenza è importantissima – aggiunge Donin -, perché nei mesi verrà trattato la disciplina madre, ossia la prosa, nelle sue differenti declinazioni. Si parlerà di contemporaneo sia facendo riferimento a problematiche e dinamiche, così come ai diversi linguaggi che appartengono alle ultime generazioni. Il meglio della produzione italiana sarà a Verona. È una stagione che rimette insieme tanti pezzi che, nell’ultimo anno e mezzo, abbiamo perso per strada, abbiamo dovuto posticipare a causa della pandemia, ricostruendo un puzzle che si era disgiunto. Un progetto innovativo per raccontare tante storie in un teatro, come è il Camploy, a dir poco fantastico”.