Verona

Sul soffitto di Palazzo Carli, sotto sette strati appare “L’affresco ritrovato” risalente al ‘700

Tutto l'intervento di recupero è stato documentato dagli studenti.

Sul soffitto di Palazzo Carli, sotto sette strati appare “L’affresco ritrovato” risalente al ‘700
Verona Città, 23 Giugno 2020 ore 20:29

Il prezioso affresco è stato ritrovato all’interno del Comfoter di Supporto.

Restaurato dagli studenti

Un lavoro che ha ripagato gli sforzi. L’affresco del ‘700 è stato ritrovato proprio a Palazzo Carli ed è stato presentato oggi, martedì 23 giugno 2020, al Circolo Unificato dell’Esercito in Castelvecchio. Si tratta del recupero dell’apparato decorativo di una delle stanze di Palazzo Carli che è la sede di diversi Comandi militari ma è anche il luogo dell’alto valore storico-artistico. Fu proprio il luogo dove venne siglato lo storico trattato di annessione di Verona e del Veneto d’Italia.

Lavori di restauro

Il lavoro è stato reso possibile grazie all’importante contributo di Fondazione Cariverona. Nell’ottobre del 2018 sono iniziati i lavori che si sono poi conclusi qualche mese fa da parte degli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Verona, sia sotto l’aspetto di studio teorico e di intervento pratico. Gli studenti sono stati supervisionati dai propri docenti. Alle fasi di restauro hanno preso parte Cristina Todaro, del primo trimestre anno scolastico 2018-2019, inizio descialbo, Francesca Mariotto, secondo semestre anno scolastico 2018 – 2019, descialbo, Adele Trazzicon ed Elena Astolfi, cantiere estivo luglio – settembre 2019, conclusione descialbo e rimozione vecchie stuccature e infine da Laura Lucioli, primo semestre anno scolastico 2019 – 2020, pulitura, consolidamento, stuccature e ritocco pittorico.

Raffinatezza e qualità pittorica

Lo strato di scialbo era stato steso in epoca contemporanea a causa di un cambiamento di gusto da parte dei nuovi proprietari del palazzo. Con la sua eliminazione è stato messo in luce l’affresco di una particolare raffinatezza e qualità pittorica, tanto da farlo quasi sembrare un dipinto da cavalletto. Se lo si osserva si può notare che l’affresco rappresenta l’Allegoria dell’Abbondanza o Liberalità, la figura centrale infatti sta sperperando, con la mano destra, delle monete d’oro che vengono prese da un sacchetto. Vicino a lei c’è l’Allegoria della Prudenza, una figura che indossa un’armatura, elmo e corona di moro, il cui gesto sembra invitare a non sperperare il denaro che viene raccolto da due figure alate. In corrispondenza delle porte ci sono quattro medaglioni in monocromo rosa che raffigurano le quattro stagioni. Per l’attribuzione sono state avanzate delle ipotesi: per la parte centrale si pensa ai pittori veronesi Matteo Brida e Gianbattista Buratto mentre per le cornici, i quadraturisti Pietro Antonio Perotti, Giovanni Mattioli e Filippo Maccacari.

Il recupero

Tutto l’intervento di recupero è stato documentato dagli studenti e ha previsto una prima fase di analisi stratigrafica che ha messo alla luce i diversi strati pittorici sovrapposti. Si è passati al “descialbo” che è la tecnica che prevede la rimozione dell’ultimo strato di intonaco di colore ocra, attraverso l’uso di acqua e l’azione meccanica con bisturi, spazzolino e vaporetto. Si è passati poi al consolidamento avvenuto sia con la stesura della resina acrilica che con l’iniezione di una miscela di alcoli negli strati leggermente rigonfiati. La pulitura è stata eseguita con impacchi di carbonato di ammonio e spazzolino, permettendo di eliminare i residui delle ridipinture. Infine si è svolta un’altra fase di consolidamento, il rifacimento delle stuccature e il ritocco pittorico a velatura o a selezione cromatica per garantire la completa leggibilità dell’opera.

Il Comandante del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto a Verona, Giuseppenicola Tota ha affermato:

Una scoperta importante, è stato emozionante. Prima dell’intervento mi ricordo un soffitto bianco, anonimo. Durante i lavori, la sera andavo a curiosare e ho scoperto man mano questo bellissimo affresco inaspettato. Grazie all’impegno dei ragazzi dell’Accademia di Belle Arti e l’impegno finanziario di Cariverona si è riusciti a portare alla luce questo affresco che impreziosisce il palazzo e tutta la città. Il Palazzo è visitabile, vorremmo renderlo disponibile per iniziative locali”.

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