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Iniziativa

A Verona arrivano i “Buoni ristorante” destinati a famiglie e cittadini in difficoltà economica

Il coupon pagato dal Comune permetterà a tante famiglie, che diversamente non potrebbero permetterselo, di uscire per un pranzo o una cena con i propri bambini, nei locali, pizzerie e ristoranti della città che parteciperanno all’iniziativa.

A Verona arrivano i “Buoni ristorante” destinati a famiglie e cittadini in difficoltà economica
Economia Verona Città, 03 Maggio 2021 ore 09:20

Il progetto “Verona Solidale”, attraverso il quale Comune e Diocesi coinvolgono le istituzioni per azioni a sostegno dei cittadini in difficoltà economica, genera le prime azioni concrete.

A Verona arrivano i “Buoni ristorante”

Si tratta di aiuti e sostegni, ma anche iniziative e progetti, che hanno come obiettivo di non lasciare indietro nessuna delle categorie o delle famiglie a cui l’eme rgenza sanitaria ha tolto il lavoro, situazioni destinate a aumentare quando cesseranno gli indennizzi e le casse integrazioni.

Le prime azioni sono state illustrare insieme ai dati elaborati da Confcommercio Verona che fotografano una crisi del settore terziario per città e provincia senza paragoni. Numeri che prendono in esame tutto il 2020 e il primo trimestre del 2021 e che riguardano le imprese del commercio, del turismo e dei servizi che nel solo Comune di Verona sono 18.900.

Nuove azioni

A sostegno di tali attività, Comune e Confcommercio hanno lanciato la doppia iniziativa del ‘Buono ristorante’, un gesto collettivo di solidarietà molto importante per i ristoratori che potranno contare sulla liquidità indispensabile per organizzare la riapertura dell’attività.

Il Comune stanzierà alcune centinaia di migliaia di euro per l’emissione di “Buoni ristorante” destinati a famiglie e cittadini in particolare difficoltà economica. La platea è quella dei veronesi con i requisiti richiesti per l’assegnazione del Buono spesa, famiglie numerose, cittadini che hanno perso il lavoro o con minore capacità di reddito. Il coupon pagato dal Comune permetterà a tante famiglie, che diversamente non potrebbero permetterselo, di uscire per un pranzo o una cena con i propri bambini, nei locali, pizzerie e ristoranti della città che parteciperanno all’iniziativa.

Per tutti i veronesi, che invece vogliono essere solidali con il locale in cui vanno di solito , da oggi è possibile aderire alla proposta di Confcommercio “Ci rivediamo presto”, che permette di acquistare in anticipo il proprio pranzo o la propria cena in uno degli esercizi cittadini ma anche della provincia, con la possibilità di consumarlo successivamente. Un buono da spendere quando si desidera.

Sostegni già avviati dal Comune

Nel 2021 il totale degli interventi che verranno effettuati dal Comune nell’ottica di ‘Verona solidale’ per andare incontro a categorie, professionisti e cittadini per rimettere in moto i consumi, il lavoro e l’economia, sono oltre 5 milioni, per l’esattezza 5 milioni 221 mila euro.

A cui si aggiungono i 20 milioni per l’aumento di capitale di asset strategici quali la fiera e l’aeroporto. Si tratta di misure extra per il Comune, ovvero di interventi che vanno oltre l’ordinaria erogazione dei servizi cittadini e che si aggiungono anche a tutti i sostegni erogati nel 2020 per i bisogni delle famiglie e delle categorie più penalizzate dalla crisi.

Le principali sono: parcheggi di Amt gratis dal lunedì al venerdì dalle 18 fino alle 7 e il sabato e la domenica per tutta la giornata. Circa 900 posti auto disponibili nei parcheggi Centro, Tribunale, Città di Nimes e che i cittadini potranno usare per recarsi in centro lasciando l’auto in sicurezza e nelle vicinanze. Una misura che costa al Comune 50 mila euro al mese. L’ampia disponibilità di posti auto, insieme all’allentarsi del coprifuoco dalle prossime settimane, permetterà a breve il ritorno agli orari tradizionali della Ztl.

Sempre nell’ottica di creare occasioni per far tornare visitatori in città verranno realizzati circa 100 eventi straordinari da giugno a settembre, per i quali il Comune ha stanziato 50 mila euro; sarà inoltre gratuita l’occupazione del suolo pubblico per gli eventi organizzati da qui a dicembre; stanziati 2,5 milioni di euro per la riduzione della Tari anche nel 2021 ; la gratuità dei plateatici extra large , così come sono stati definiti gli ampliamenti già concessi l’anno scorso e a cui si aggiungono i nuovi; stanziato il bonus taxi per 421 mila euro e altrettanti verranno versati dal Comune ad un Consorzio di garanzia per l’erogazione di prestiti a tasso agevolato alle imprese che grazie allo stanziamento pubblico risparmiano anche i soldi per l’istruttoria. Situazione del Terziario veronese .

Uno sforzo ingente, che cerca di arginare la crisi che ha colpito il Terziario veronese, ben evidenziata nei numeri e nei dati emersi nello studio di Confcommercio ‘Osservatorio Congiunturale sulle imprese del Terziario della provincia di Verona’.

Un po’ di numeri

I più significati per il Comune di Verona sono 6 miliardi 302 euro che è la perdita di fatturato registrata dalle imprese del Terziario nel Comune di Verona, oltre ad una variazione dei consumi nel 2020 (rispetto all’anno precedente), che per alberghi e pubblici esercizi raggiunge il picco negativo del -70 per cento.

Non sono migliori i dati previsionali, che stimano la presenza di almeno 2.220 imprese pronte a chiudere non appena verranno meno i ristori statali, ma per le quali non vi è possibilità di ripresa.

Tutto ciò è stato presentato dal sindaco Federico Sboarina insieme al presidente di Confcommercio Paolo Arena. Presenti don Renzo Beghini per la Diocesi veronese, il direttore di Confcommercio Nicola Dal Dosso, il presidente Fipe-Confcommercio Paolo Artelio, il presidente associazione Ristoratori di Confcommercio Leo Ramponi e il presidente sindacato caffè bar di Confcommercio Emanuel e Baldo . Il sindaco ha affermato:

“Numeri che parlano da soli e che purtroppo raccontano la più grave crisi economica della nostra città dal Dopoguerra ad oggi. E’ evidente in questa situazione gli aiuti locali non sono sufficienti, servono misure statati importanti per rimettere in piedi le nostre imprese o per lo meno dare loro gli strumenti per ripartire. Come Amministrazione ci siamo dati due obiettivi, che vanno nella direzione di aiutare concretamente queste categorie di lavoratori. Il primo, dare tutto il supporto possibile per attraversare questo momento difficile, e lo stiamo facendo nel concreto con le numerose misure messe in campo, interventi extra e trasversali del valore di 5 milioni di euro. Il secondo, è garantire che gli asset strategici del nostro territorio, da cui dipende buona parte della tenuta della nostra economia, continuino ad essere generatori di ricchezza e produttività, come prima e se, possibile, anche di più. A questo servono i 20 milioni del Comune per gli aumenti di capitale. In merito al ‘buono ristorante’, ci sono famiglie che oggi non possono permettersi di mangiare fuori casa, questa misura è un piccolo gesto che vuole restituire dignità ai cittadini più in difficoltà, in particolare alla famiglie con bambini”.

Arena ha proseguito:

“Non nascondo lo scoraggiamento e il malessere di fronte a questi numeri. A fronte di alcuni comparti dell’economia italiana che non solo stanno reggendo alla crisi economica ma addirittura nel 2020 hanno incrementato la loro produzione, il settore del terziario è fermo. In questo anno di pandemia, gli unici che non hanno lavorato siamo noi, e gli aiuti arrivati sino ad ora non coprono minimamente le perdite subite. Con le riaperture possiamo sperare finalmente in una vera ripartenza delle nostre imprese, tuttavia servirà del tempo e gli esercenti hanno bisogno di ossigeno per riaprire i locali. L’iniziativa lanciata da Confcommercio ha proprio questo obiettivo, anticipare un po’ di liquidità ai ristoratori con l’acquisto di un buono che andremo a consumare prossimamente. Un gesto semplice ma di grande responsabilità sociale. Serve un gioco di squadra con interventi a leva che rilancino l’economia; la luce si inizia a intravvedere ma la situazione resta drammatica per commercio, turismo e servizi”.

Don Beghini ha riportato le preoccupazioni del vescovo, monsignor Zenti:

“Per una situazione legata alla disoccupazione e alla povertà destinata a peggiorare nei prossimi mesi e che a livello umano genera solitudine ed emarginazione. Per attraversare questo deserto l’unica soluzione è unirsi insieme, fidandosi gli uni degli altri. Lo stesso vale per l’economia, contiamo che tutte le forze economiche si uniscano per superare insieme questo momento”.

Dal Dosso ha concluso:

“Un’analisi congiunturale dell’andamento economico del mondo de terziario di Verona e provincia che evidenzia la sofferenza del settore e le difficoltà che si prospettano nei mesi a venire. Si tratta di un comparto che solo nel Comune interessa circa 19 mila imprese, e per più di 2 mila di queste si prospetta la chiusura non appena verranno meno i ristori statali”.